Passi avanti nella lotta contro il Parkinson

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Il dott. Mario Baratti ha dedicato una vita alla malattia di Parkinson facendo dell’Unità operativa di Neurologia dell’Ospedale di Carpi un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale.
Era il 2006 quando la rivista americana Movement disorders pubblicò lo studio condotto da Baratti sulla correlazione tra la malattia di Parkinson, l’uso di farmaci per contrastarla e l’insorgenza in taluni pazienti di comportamenti patologici legati al gioco d’azzardo.
Nel 2006 all’ospedale di Carpi fu anche inaugurato, grazie all’impegno del Gruppo Parkinson, il Laboratorio per l’Analisi del Movimento, il primo della provincia modenese, uno dei circa 50 attivati in Italia: sofisticati sensori, videocamere sincronizzate, tecnologie bioingegneristiche in grado di analizzare in maniera approfondita i movimenti degli arti di pazienti ammalati di Parkinson vittime di infortuni e di riprodurli in modalità tridimensionale.
Qui a Carpi si è realizzata negli anni una vera e profonda collaborazione tra l’equipe medica e l’associazione Gruppo Parkinson: i malati, seguiti dai medici della Neurologia per quel che riguarda le terapie farmacologiche, possono contare su percorsi ospedalieri interdisciplinari che coinvolgono l’Urologia, la Fisiatria, la Logopedia; d’altro canto, i medici hanno a disposizione pazienti che, attivamente, partecipano alla messa a punto di farmaci e terapie.
In gioco c’è la sopravvivenza dei malati di Parkinson nella speranza che si possa allungare la loro aspettativa di vita migliorandone sensibilmente la qualità: stiamo, infatti, infatti parlando di una malattia neurologica degenerativa, il cui decorso può prolungarsi per anni.
Per informare la cittadinanza e per aggiornare i pazienti e il personale medico sui progressi che la medicina costantemente fa, è stato organizzato un focus sulla malattia di Parkinson, sabato 25 settembre (ore 8,30, Sala Congressi, via Peruzzi).
“La prima sessione del convegno – spiega Baratti – sarà dedicata alla presentazione dei nuovi farmaci dopominoagonisti di 3° generazione: Pramipexolo, Ropinirolo e Rotigotina. Oltre ad avere il vantaggio di ridurre il dosaggio e il numero di assunzioni, stimolano le zone in modo continuo migliorando i sintomi motori fin dall’inizio della malattia”.
La seconda sessione permetterà ai pazienti e ai familiari di interagire con diversi operatori dell’ospedale perché il Parkinson è una malattia neurologica ma con implicazioni di competenza di altre discipline.”Da tempo sappiamo che i disturbi urinari, quelli gastrointestinali, l’ipersalivazione fanno parte della malattia di Parkinson, per tanti anni identificata come una malattia del movimento.
Ebbene, il poter interagire con più specialisti è un’opportunità che i pazienti e il loro familiari devono cogliere con interesse”.
L’ultimo ma non meno importante motivo, per il quale è stato organizzato il convegno, è “salutare il dott. Giorgio Reggiani che dal primo di ottobre andrà in pensione”. Per il Direttore dell’Unità Operativa Medicina Riabilitativa dell’ospedale di Carpi, Baratti ha parole di grande stima. E’ stato anche grazie all’impegno e alla disponibilità di Reggiani se il Laboratorio di Analisi del Movimento in tutti questi anni ha funzionato a pieno regime. “Chi lo sostituirà dovrà avere le stesse attenzioni e le stesse competenze”.
Novità in vista anche in Neurologia: il dott. Baratti, dopo trent’anni dedicati al Parkinson, è stato nominato responsabile dell’Unità Ictus. “Mi occuperò della gestione operativa dell’Unità e metterò a frutto l’esperienza maturata al Gruppo Parkinson per creare un coordinamento fra associazioni: Gruppo Parkinson, Alice (Ictus), Gafa (Alzheimer)”. Il dott. Stefano Amidei è subentrato a Baratti nel Modulo Parkinson.

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