Davanti alle guerre, Chiese e religioni alla riscoperta della nonviolenza

Il Laboratorio Teologico Realino propone tre serate, il 9, 16 e 23 novembre, per interrogarsi sul rapporto tra fede, armi e pace, attraverso laboratori partecipati, approfondimenti storici e riflessioni filosofiche. Tra gli ospiti don Carlo Bellini e il filosofo Roberto Mancini. Tutti gli incontri iniziano alle 20.45.

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Come Laboratorio Teologico Realino Carpi, attraverso le modalità di una riflessione teologica in forma laboratoriale e partecipata, intendiamo seguire l’invito del nostro vescovo Erio all’intera nostra comunità ecclesiale nel proseguire l’impegno per una pace “disarmata e disarmante”, nella tragica attualità di quella che papa Francesco aveva chiamato con lucidità di analisi “terza Guerra Mondiale a pezzi”.

Per questo il tema che affronteremo nelle tre serate di lunedì 9, 16 e 23 novembre è raccolto in questa domanda: Cristianesimo e religioni davanti a guerre e armi di oggi: dalla violenza alla nonviolenza?

Lunedì 9 novembre, alle 20.45 in sala Duomo a Carpi, in un primo incontro di impronta molto laboratoriale e partecipata, cercheremo di riconoscere e smascherare la violenza nascosta nelle culture e nelle religioni che abitiamo. Lavorando suddivisi in piccoli gruppi, saremo aiutati da animatori che proporranno come stimolo alla conversazione e al confronto testi e materiali tratti da immaginari e linguaggi presenti in religioni, mitologie e cosmogonie, popolazioni studiate dall’antropologia culturale, letteratura, cinema, cartoni animati, canzoni e pubblicità.

Lunedì 16 novembre, alle 20.45 in sala Duomo a Carpi, don Carlo Bellini, direttore del Servizio di educazione alla pace nella costituenda diocesi di Modena-Nonantola-Carpi, ci racconterà alcuni frammenti significativi della lunga storia che ha visto intrecciarsi cristiani, violenza e armi. Si tratta di una vicenda certamente dolorosa da ripercorrere, per i tanti eventi che risultano scandalosi se considerati dal punto di vista della nostra odierna sensibilità evangelica ed ecclesiale. È tuttavia necessario conoscere e riconoscere questa storia come appartenente a quella stessa Chiesa che – su questi temi e su queste pratiche – a partire dalla Pacem in terris di Giovanni XXIII del 1963 e più di recente con la pace “disarmata e disarmante” di papa Leone ha saputo intraprendere un importante cammino di conversione.

Lunedì 23 novembre, alle 20.45 in S. Ignazio – Museo Diocesano, a Carpi, nel terzo e ultimo incontro, il filosofo Roberto Mancini, docente di Filosofia Teoretica all’Università di Macerata, dialogando con il dott. Andrea Ballestrazzi, ci introdurrà a una figura poco conosciuta negli ambienti ecclesiali, ma la cui proposta potrebbe essere di grande attualità e aiuto per tutte le religioni che, come il cristianesimo odierno, sono in cerca di alternative alla guerra e al riarmo che prepara la guerra. Avremo infatti l’opportunità di apprendere in quali modi la nonviolenza del libero religioso Aldo Capitini potrebbe costituire un via per la conversione delle religioni – ma anche delle culture e delle società – dalle mentalità e dalle pratiche violente.

Alberto Ganzerli, Consigliere Laboratorio Teologico Realino Carpi

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