A tutela dell’ecosistema si sperimenta lo sfalcio ridotto in 14 aree verdi e parchi

Un prato regolarmente sfalciato lungo i percorsi pedonali e ciclabili, sui margini stradali e nelle zone maggiormente frequentate, come le aree gioco, le aree di sgambamento cani e quelle dotate di panchine. Ed erba più alta in alcune porzioni interne specifiche e limitate. Sarà questo l’aspetto di alcuni parchi e aree verdi cittadine, 14 in tutto, dove sarà sperimentata la pratica dello sfalcio ridotto e differenziato dell’erba. Una modalità di gestione del verde urbano, già adottata in numerose città italiane sulla base di indicazioni europee e nazionali (tra le quali la Strategia nazionale per la biodiversità al 2030 approvata nel 2023 con decreto del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica), che ha l’obiettivo di aumentare la biodiversità e tutelare l’ecosistema, ottenendo benefici significativi per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

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L’immagine del cartello che sarà esposto nelle aree interessate dalla sperimentazione

Un prato regolarmente sfalciato lungo i percorsi pedonali e ciclabili, sui margini stradali e nelle zone maggiormente frequentate, come le aree gioco, le aree di sgambamento cani e quelle dotate di panchine. Ed erba più alta in alcune porzioni interne specifiche e limitate. Sarà questo l’aspetto di alcuni parchi e aree verdi cittadine, 14 in tutto, dove sarà sperimentata la pratica dello sfalcio ridotto e differenziato dell’erba. Una modalità di gestione del verde urbano, già adottata in numerose città italiane sulla base di indicazioni europee e nazionali (tra le quali la Strategia nazionale per la biodiversità al 2030 approvata nel 2023 con decreto del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica), che ha l’obiettivo di aumentare la biodiversità e tutelare l’ecosistema, ottenendo benefici significativi per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

In concreto, riducendo la frequenza del taglio le piante erbacee possono arrivare a fioritura attirando insetti impollinatori, come api e farfalle, e sostenere la catena alimentare di altri animali selvatici (uccelli, anfibi e piccoli mammiferi), favorendo così l’equilibrio dell’ecosistema locale. L’erba più alta, inoltre, protegge maggiormente il suolo migliorandone la permeabilità e contribuisce all’abbassamento delle temperature, contrastando le “isole di calore”, e alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Infine, trattenendo più umidità al suolo, le aree a sfalcio ridotto richiedono meno innaffiature e permettono così di risparmiare acqua.

Nelle aree verdi a sfalcio ridotto, quindi, l’erba alta non significa trascuratezza e non causa l’aumento della popolazione di zanzare (che proliferano esclusivamente dove ci sono ristagni d’acqua) diventando, anzi, habitat ideale per le altre specie che si cibano di questi insetti. Per chi frequenta i parchi significa, invece, poter godere di un ambiente più naturale, spontaneo, sostenibile, utile e anche più piacevole da osservare.

“Restituire spazio alla natura in città – commenta l’assessora all’Ambiente Serena Pedrazzoli – è soprattutto un atto di responsabilità verso il futuro. Ma permettere all’erba di crescere di più è anche un gesto semplice che ci fa stare meglio perché mantiene il suolo più fresco e mitiga le isole di calore, oltre a proteggere gli insetti impollinatori. Per questo invitiamo i cittadini a guardare queste aree con occhi nuovi: non sono spazi trascurati, ma vere e proprie oasi di vita che rendono i quartieri più resilienti”.

In base alle linee di indirizzo approvate dalla Giunta comunale di Carpi nei giorni scorsi, la riduzione dello sfalcio sarà sperimentata in due aree all’interno del parco di Santa Croce, nel parco delle Nazioni Unite, sempre a Santa Croce, nel parco Sigonio, nel bosco di Cantone di Gargallo, nelle aree verdi delle vie Canale Cibeno, Achille Caprari a Migliarina, Griduzza-Canalvecchio, Martinelli, Manara, Olivelli, Giustizia e nella banchina di via Pezzana, per un totale di circa 59 mila metri quadrati, una piccola percentuale del patrimonio verde pubblico della città ma, come spiegano i tecnici del servizio Pianificazione e gestione verde e parchi, significativa per raggiungere gli obiettivi attesi. Le nuove aree in sperimentazione si aggiungono a due altre zone, una porzione del parco Berlinguer e un’area verde sulla statale Romana a Fossoli (per ulteriori 31 mila metri quadrati) che sono storicamente gestite con gli stessi criteri funzionali.

Gli spazi in cui attivare la sperimentazione sono stati individuati a seguito di una valutazione complessiva delle funzioni del verde presenti in ciascuna area, al fine di garantire una corretta integrazione tra le diverse modalità di gestione e di fruizione. Sono state tenute in considerazione, inoltre, le caratteristiche piano-altimetriche e di drenaggio delle superfici, per escludere le aree soggette a ristagni idrici, e la compatibilità con la sicurezza, la visibilità e la fruizione degli spazi, oltre che la coerenza con la pianificazione urbanistica. Con il supporto di esperti è stata anche verificata l’assenza di condizioni favorevoli allo sviluppo di focolai larvali di zanzare. L’erba alta di per sé non è correlata all’aumento della popolazione di zanzare e non costituisce un ambiente di riproduzione di questi insetti, la loro proliferazione, infatti, è legata esclusivamente alla presenza di acqua stagnante.

Le zone dove si applica lo sfalcio ridotto saranno segnalate anche tramite cartelli informativi e didattici che illustrano i benefici ambientali e i dati sul raffrescamento termico ottenuto.

La gestione dei prati a evoluzione naturale comporta anche un risparmio economico quantificato in circa 40 mila euro che saranno reinvestiti nella messa a dimora di nuovi alberi e piante, nella sicurezza dei parchi e nella manutenzione straordinaria di alberi e arredi.

Il progetto ha una durata iniziale di due anni e prevede un’attività di monitoraggio tecnico-ambientale per verificarne gli effetti.

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