Il danno ormai è fatto ma questa dev’essere l’ultima volta

I rappresentanti della Consulta Ambiente, capitanata dal presidente Angelo Frascarolo, si sono confrontati mercoledì 3 luglio col sindaco Riccardo Righi e il neo assessore ad Ambiente, tutela animale e patrimonio verde, Serena Pedrazzoli (quest’ultima al telefono) per cercare di capire le motivazioni che hanno portato ad abbattere 39 alberi ad alto fusto durante la stagione nidificatoria dell’avifauna e in pieno rigoglio vegetativo, in barba alle normative e allo stesso Regolamento del Verde pubblico e privato dell’Unione delle Terre d’Argine

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I rappresentanti della Consulta Ambiente, capitanata dal presidente Angelo Frascarolo, si sono confrontati mercoledì 3 luglio col sindaco Riccardo Righi e il neo assessore ad Ambiente, tutela animale e patrimonio verde, Serena Pedrazzoli (quest’ultima al telefono) per cercare di capire le motivazioni che hanno portato ad abbattere 39 alberi ad alto fusto durante la stagione nidificatoria dell’avifauna e in pieno rigoglio vegetativo, in barba alle normative e allo stesso Regolamento del Verde pubblico e privato dell’Unione delle Terre d’Argine (per maggiori informazioni leggi qui: https://temponews.it/2024/07/02/tra-marzo-a-settembre-nessun-albero-devessere-tagliato-occorre-una-maggiore-programmazione-degli-interventi/).

“Noi – chiarisce Frascarolo – non vogliamo mettere in discussione la necessità di tagliare gli alberi qualora questi rappresentino un rischio per l’incolumità della popolazione ma le tempistiche con cui si sta agendo sono discutibili”.

I risultati delle ispezioni visive e strumentali erano disponibili all’inizio dell’anno e allora come mai, si chiede il presidente della Consulta, “si è atteso tanto prima di intervenire? Nonostante quegli esemplari fossero ritenuti a rischio schianto già allora, si è deciso di procedere al loro abbattimento solo tra giugno e luglio. Attendere un paio di mesi in più che differenza avrebbe fatto ai fini della sicurezza?”. Gli amministratori si sono difesi parlando di “allungamento dei tempi di attuazione” un leit motiv già sentito. La Consulta dal canto suo, oltre a richiedere le perizie degli alberi “per una questione di trasparenza”, ha esortato gli amministratori a “rinviare il rinviabile, d’altronde – prosegue Frascarolo – occorre tenere presente che in natura il rischio zero non esiste e pertanto la rincorsa a eliminare ogni forma possibile di rischio è una chimera” ma mentre il sindaco temporeggia (“dobbiamo rimetterci alle scelte operative dei tecnici ma ci confronteremo”) si continua a tagliare.

Insomma, il danno è ormai fatto, così come accadde nell’estate 2020, quando 48 pioppi cipressini vennero tagliati lungo la Tangenziale Losi e via Cattani malgrado allora a protestare davanti agli operai sui cestelli, con veemenza e passione, vi fosse l’attivista Alice Aldrovandi. Stessa storia, stesso copione…

“Occorre imparare dagli errori del passato – commenta Frascarolo – e ripensare la programmazione.  Il comune deve redigere un documento ufficiale in cui stabilisce i tempi dei vari step legati al controllo del patrimonio arboreo per poter eventualmente essere pronto a procedere – dal punto di vista economico e di affidamento dei lavori – con gli abbattimenti o manutenzioni straordinarie entro e non oltre il mese di marzo”. In soldoni: si ispeziona a settembre e si taglia, tra gennaio e marzo. Riuscirà questa nuova Giunta a dimostrare di voler cambiare passo? Una più attenta e oculata programmazione del verde pubblico sarebbe un ottimo punto di partenza.

Jessica Bianchi