Carlo Rossini dona al Centro di Formazione Nazareno i vasi originali della mostarda fina di Carpi

L’intera produzione di Rossini, circa 2.800 vasi, è stata donata alla storica Scuola di ristorazione, perché possa essere tramandata la conoscenza di una tradizione che, contrariamente a quanto talvolta ipotizzato, non è popolare, ma propria della corte signorile.

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La passione è contagiosa, si sa, e ha la capacità di espandersi e di moltiplicarsi: con questo auspicio, quasi certamente, Carlo Rossini ha scelto di donare al Centro di Formazione Professionale Nazareno migliaia di vasi in terracotta desti- nati a contenere un prodotto di eccellenza: la Mostarda Fina di Carpi. Rossini, infatti, che ha gestito per quasi cinquant’anni una nota agenzia immobiliare, nella veste di appassionato di cucina e di storia ha condotto una ricerca sulle origini rinascimentali di una mostarda locale prodotta segretamente fino agli inizi del secolo scorso e chiamata “mostarda fina”. Grazie alla pazienza e alla tenacia della propria ricerca, è riuscito a recuperare la ricetta originale della preziosa salsa, che ha poi rivisitato adeguandola ai gusti attuali. Non ancora appagato, nel 2012 ha pubblicato L’Isquisitissima alla mensa de’ grandi, volume con cui ha reso noti gli esiti delle proprie fatiche, recensito sul quotidiano la Stampa di Torino a firma di Edoardo Raspelli, per registrare poi nel 2016 il marchio omonimo presso l’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti. Infine, si è dedicato allo studio e alla produzione in proprio di contenitori degni di un prodotto tanto prezioso, ispirandosi a vasi di terracotta che anticamente vennero utilizzati dai Pio per inviare in dono la mostarda carpigiana al Pontefice regnante. L’intera produzione, circa 2.800 vasi, è stata ora donata alla storica Scuola di ristorazione, perché possa essere tramandata la conoscenza di una tradizione che, contrariamente a quanto talvolta ipotizzato, non è popolare, ma propria della corte signorile. I manufatti in terracotta, a forma di pera rovesciata, sono stati prodotti a Carpi fino al XIX secolo e venivano comunemente chiamati “albarelli farmaceutici”. Gli allievi del CFP Nazareno avranno così la possibilità di cimentarsi con una nobile tradizione della nostra terra, guidati dai loro docenti, per poterne fare a loro volta dono alle importanti personalità che vengono ospitate.

L’anno formativo si è da poco concluso e la maggior parte dei ragazzi, in particolare gli studenti che hanno conseguito la qualifica di IV anno per Tecnico di Cucina o di Sala/Bar, si sono già inseriti nel mondo del lavoro con successo. I più meritevoli hanno ricevuto pochi giorni fa, nel corso della Festa dei Diplomi, i premi come migliori allievi dei rispettivi Corsi, grazie al contributo di una primaria azienda di settore come CIRFood. A breve un gruppo di una decina di ragazzi partiranno per Siviglia, nell’ambito di un progetto Erasmus che consentirà loro di inserirsi in tirocinio in alcuni ristoranti della città spagnola, mentre sono già partiti altrettanti allievi selezionati per il progetto “Impariamo dall’Eccellenza”, per svolgere un tirocinio di tre mesi in strutture alberghiere e ristorative di assoluta eccellenza in tutta Italia, attraverso la Fondazione Allianz-Umanamente.