I giovani di Novi custodi della memoria nella mostra Laboratorio ‘900

Gli studenti dell'Istituto Comprensivo "R. Gasparini", guidati dalla fotografa Marzia Lodi, hanno curato una preziosa raccolta di testimonianze, immagini e oggetti del secolo scorso per riscoprire il valore della storia locale. L'esposizione rimarrà aperta al pubblico e visitabile fino al prossimo 7 giugno.

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La storia con la “S” maiuscola non si trova solo nei manuali scolastici, ma si nasconde nei garage, nelle soffitte, negli album di famiglia e, soprattutto, nei ricordi dei nostri anziani. Lo hanno scoperto e toccato con mano gli alunni della scuola secondaria di primo grado dell’I.C. “R. Gasparini” di Novi di Modena, protagonisti del progetto “Laboratorio ‘900 Fotografia e Memoria: valore della storia e ruolo del testimone” che si inserisce all’interno di “conCittadini”, il percorso di cittadinanza attiva promosso dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per l’anno scolastico 2025/2026.

I frutti di questo intenso percorso di ricerca e creatività sono stati restituiti con l’inaugurazione di una mostra pubblica presso la sala espositiva del PAC (Polo Artistico Culturale) in via G. Di Vittorio, 30. Il taglio del nastro si è tenuto sabato 23 maggio alla presenza di Giovanna Manfredi, Dirigente Scolastica dell’I.C. Gasparini, Enrico Diacci, Sindaco di Novi di Modena, Annalisa Paltrinieri, Assessora alla Cultura e alle Politiche Scolastiche, Marzia Lodi, fotografa e curatrice del progetto.

Il momento più emozionante della mattinata ha visto come protagonisti assoluti gli studenti del laboratorio, guidati e coadiuvati dalla professoressa Elvira Bendazzoli. Con fierezza e commozione, i ragazzi hanno letto alcune riflessioni collettive, spiegando il senso profondo del loro lavoro di ricerca:”le storie che vedrete all’interno della mostra sono le storie delle nostre famiglie, piccoli e grandi frammenti raccolti e custoditi affinché la vita di ciascuno possa testimoniare il valore della memoria collettiva. Nel percorso espositivo i racconti si susseguono l’uno accanto all’altro, proprio come noi oggi. Sono vicende diverse fra loro, ma accomunate dalle tracce di persone che hanno vissuto, combattuto, sperato, sofferto, sognato e viaggiato.”

I giovani studenti hanno sottolineato come la “Grande Storia” sia in realtà fatta da uomini, donne e bambini comuni che scrivono la narrazione del proprio tempo attraverso i gesti quotidiani. “Nonne, nonni, genitori, zii e vicini di casa sono i nostri testimoni. Noi oggi siamo gli ambasciatori della loro memoria, chiamati a custodirla e a trasmetterla a chi verrà domani.”

L’invito a visitare la mostra è esteso a tutta la cittadinanza, chiamata a riscoprire il proprio passato attraverso gli occhi e l’impegno delle nuove generazioni.

I giovani partecipanti si sono trasformati in veri e propri “cacciatori di storie”. Armati di curiosità, empatia e degli strumenti tecnologici a loro disposizione, hanno intervistato testimoni, esplorato vecchi album fotografici e recuperato utensili quotidiani ormai in disuso. Ogni studente ha seguito la propria inclinazione, muovendosi in modo soggettivo ma contribuendo a un obiettivo comune: unire i frammenti di tante storie private per ricomporre il puzzle della memoria collettiva del territorio.

Il progetto non ha rappresentato soltanto un esercizio di recupero storico, ma un vero percorso di crescita civica e personale. Attraverso l’ascolto e l’osservazione, i ragazzi hanno allenato l’attitudine al rispetto delle memorie altrui e coltivato una profonda coscienza storica. Fondamentali, in questo senso, sono stati anche gli incontri vissuti dal gruppo con le associazioni locali e con il Sindaco.

La mostra ha già riscosso ampi elogi da parte dei primi visitatori per la qualità degli scatti e l’intensità dei testi a corredo. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico e visitabile fino al prossimo 7 giugno.

Sara Gelli

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