Api o vespe? Nel dubbio chiamate un esperto!

Amara scoperta in via Brunete, a Carpi, dove una nostra concittadina si è trovata davanti a un desolante spettacolo. Centinaia di api giacevano morte - o morenti - su un marciapiedi a ridosso di un condominio. La signora ha immediatamente contattato un apicoltore ma era troppo tardi, le api, probabilmente scambiate per vespe, erano state avvelenate con un prodotto insetticida.

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Amara scoperta ieri, 11 giugno, in via Brunete, a Carpi, dove una nostra concittadina si è trovata davanti a un desolante spettacolo. Centinaia di api giacevano morte – o morenti – su un marciapiedi a ridosso di un condominio. La signora ha immediatamente contattato un apicoltore ma era troppo tardi, le api, probabilmente scambiate per vespe, erano state avvelenate con un prodotto insetticida.

I mesi estivi sono i più dinamici per questi preziosissimi impollinatori: poco prima dell’arrivo della stagione estiva infatti, non solo cominciano a produrre miele, ma iniziano anche a migrare. La sciamatura delle api è un fenomeno del tutto naturale e sono già stati numerosi i casi di migrazione di colonie che hanno interessato il centro storico, e non solo, in questi ultimi mesi. Qualora ci si dovesse imbattere in uno sciame ronzante e composto da migliaia e migliaia di api la prima cosa da fare è restare calmi: in questa fase infatti le api sono mansuete, hanno riempito le loro sacche melarie di scorte e pertanto difficilmente pungono perché per farlo dovrebbero piegare l’addome pieno di cibo. Se lo sciame si posiziona vicino a una finestra o a una porta della vostra abitazione o, ancora, in prossimità di un albero del vostro giardino affidatevi a un esperto per il recupero della famiglia. I cittadini possono contattare i Vigili del fuoco o la Polizia Locale che dispongono dell’elenco di tutti gli apicoltori operanti in zona e potranno comunicare l’esigenza di recupero dello sciame.

Api e vespe potrebbero sembrare simili a un occhio distratto ma in realtà presentano sostanziali differenze: le api hanno un corpo peloso a strisce nere e gialle, un giallo cupo che trascolora nell’ocra mentre le vespe hanno un corpo liscio e il classico restringimento tra il torace e l’addome, non per nulla si parla di “vitino da vespa”.

Le api sono una specie protetta e dunque è vietato abbatterle. Nel dubbio non armatevi di insetticida rischiando di abbattere degli impollinatori preziosi peraltro messi a dura prova dalla monocoltura agricola, dell’eliminazione delle siepi, della distruzione degli habitat e dall’uso massiccio di fitofarmaci. Le api domestiche, così come quelle selvatiche ormai rarissime a causa del parassita Varroa, sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali sul pianeta e garantiscono il 35% della produzione globale di cibo. Evitate mosse potenzialmente pericolose anche per la vostra incolumità e richiedete l’intervento di un esperto anche qualora la presenza dello sciame non comporti criticità per garantirgli così la sopravvivenza.

Jessica Bianchi