In crisi la Cooperativa Muratori di Soliera

Le maestranze della Cooperativa Muratori di Soliera non lavorano più. Da diverse settimane 11 operai e 7 impiegati sono a regime ridotto di lavoro senza una prospettiva di ripresa. La Cooperativa Muratori di Soliera storica cooperativa edile del modenese con oltre 100 anni di storia, che oggi occupa 18 tra lavoratrici e lavoratori, non riesce più a gestire i cantieri in cui era impegnata.

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Le maestranze della Cooperativa Muratori di Soliera non lavorano più.

Da diverse settimane 11 operai e 7 impiegati sono a regime ridotto di lavoro senza una prospettiva di ripresa. La Cooperativa Muratori di Soliera storica cooperativa edile del modenese con oltre 100 anni di storia, che oggi occupa 18 tra lavoratrici e lavoratori, non riesce più a gestire i cantieri in cui era impegnata.

“Difficoltà finanziarie e di liquidità, dovute al rimbalzo in alto dei prezzi dei materiali nell’ultimo biennio, sembrano essere il motivo della crisi, ripetuto lungo i corridoi e negli ormai ex-cantieri della cooperativa dai soci. Si tratta di indiscrezioni, in quanto i vertici della cooperativa si sono fatti sempre più impermeabili e un vero confronto con il sindacato sulla situazione di crisi non c’è mai stato.

Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil sono preoccupati e delusi dal fatto che la cooperativa non ha trovato nel dialogo un canale utile al confronto, chiusa nelle sue assemblee, con dirigenti e soci-lavoratori silenziosi. Solo ora, i dati negativi di bilancio e la situazione finanziaria, che non hanno mai trovato sfogo in un tavolo aperto, emergono in tutta la loro criticità”, spiegano i sindacalisti Sauro Tondelli, Abdelhak Rziqi e Gianluca Lanzillotta.

Un tavolo di crisi istituzionale è la richiesta dei sindacati per gestire la situazione e far venire allo scoperto i motivi della crisi e le possibili soluzioni. “Se c’è crisi – proseguono – servono ammortizzatori sociali e le prospettive devono essere discusse in pubblico, la cooperativa è democrazia e deve rispondere alla comunità che la ospita in modo trasparente e coraggioso. La crisi può avere effetti sulla continuità produttiva, sull’occupazione e sul territorio, per questo i sindacati chiedono alle istituzioni di farsi parte attiva per affrontare la situazione.

Purtroppo per tutti, il nuovo inquilino di Castello Campori inizierà dalla Sala dei Cesari con l’agenda già complicata”.