Il ritorno delle malattie esantematiche, “le vaccinazioni sono vittime del loro successo”

“Io ho contratto il morbillo e non mi è successo nulla di grave. Sono ancora qui”. Quante volte abbiamo sentito genitori fare affermazioni di questo tipo? Famiglie convinte che immunizzarsi naturalmente, contraendo le diverse malattie, sia preferibile rispetto alla vaccinazione. Ma è davvero così? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Simonetta Partesotti, responsabile della Pediatria di Comunità di Carpi.

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dottoressa Simonetta Partesotti

Oggi, anche nel nostro Paese, stiamo assistendo a un ritorno delle malattie esantematiche, come ad esempio il morbillo. Nel nostro Paese, la media della copertura vaccinale in prima dose per morbillo, parotite e rosolia è di circa l’88%, percentuale ben lontana dal 95% fissata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come obiettivo per l’eliminazione di tale malattia infettiva. 

“Io ho contratto il morbillo e non mi è successo nulla di grave”. Quante volte abbiamo sentito genitori fare affermazioni di questo tipo? Famiglie convinte che immunizzarsi naturalmente, contraendo le diverse malattie, sia preferibile rispetto alla vaccinazione. Ma è davvero così? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Simonetta Partesotti, responsabile della Pediatria di Comunità di Carpi.

Dottoressa, perché le malattie esantematiche vengono sottovalutate da alcuni genitori?

“Le vaccinazioni sono vittime del loro successo. I genitori di oggi non vedono più le malattie che erano presenti nel secolo scorso e pertanto non percepiscono il rischio legato ad esse. Prima dell’introduzione della vaccinazione morivano ogni anno in Italia circa 250 bambini per colpa del morbillo. Non esiste una terapia specifica contro questa patologia. I bambini che lo contraggono nei primi anni di vita, inoltre, hanno una probabilità quattro volte superiore, anche se sembrano guariti, di sviluppare a distanza di mesi o anni una PESS, encefalite inesorabilmente mortale. Da giovane ho visto bambini finiti su una sedia a rotelle perché erano stati colpiti dalla poliomielite: in Italia non abbiamo casi di polio da più di vent’anni ma, dato che la malattia esiste in altri continenti (soprattutto Asia e Africa e in particolare Nigeria, Afghanistan e Pakistan), il virus può rientrare nel nostro Paese. Infatti, poiché la paralisi si verifica in 1 caso ogni 200 infezioni (che si manifestano come un banale mal di gola), quando vediamo un caso di paralisi da poliomielite ci sono almeno altre 199 persone portatrici sane che possono viaggiare e reimportare il virus. Recentemente, a causa della diminuzione delle coperture vaccinali dovute alla pandemia Covid 19, si è verificato un caso di poliomielite paralitica a New York. E si potrebbero fare molti altri esempi”.

Con quale copertura vaccinale si ottiene la cosiddetta immunità di gregge?

“La copertura vaccinale con cui si ottiene l’immunità di gregge o di gruppo (ad alcuni non piace che la popolazione venga assimilata a pecore) dipende dalla contagiosità della malattia. Matematicamente è l’inverso del numero R0, che è il numero di soggetti che un malato contagia (di cui abbiamo ampiamente sentito parlare durante la pandemia). R0 è diverso per ogni malattia: il morbillo e la pertosse sono i più contagiosi. Il loro R0 è circa 18-20 e quindi la copertura necessaria a evitare epidemie è del 95 per cento. Per la rosolia che ha un R0 più basso sono sufficienti coperture un po’ più basse”.

A Carpi qual è la percentuale di adesione ai vaccini obbligatori da effettuare nel corso dell’infanzia?

“In primis specifico che i vaccini obbligatori sono due (uno anti polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B ed emofilo, e un altro anti morbillo, parotite, rosolia e varicella). Le malattie contro cui ci proteggono sono 10. L’adesione, o copertura vaccinale, è superiore al 97% per la coorte dei nati nel 2021”.

Dopo il Covid e l’ulteriore levata di scudi dei movimenti No Vax, avete registrato un calo nelle vaccinazioni obbligatorie o la fiducia delle famiglie è rimasta intonsa?

“La fiducia delle famiglie è diminuita, soprattutto per le vaccinazioni della fascia adolescenziale, anche a causa del caos comunicativo che ha caratterizzato il periodo pandemico, e lo sforzo per mantenere coperture elevate è molto maggiore e richiede empatia, accoglienza e la collaborazione dei Pediatri di libera scelta e dei Medici di medicina generale, che sono le figure di riferimento delle famiglie”.

Nel nostro Paese stiamo assistendo a una recrudescenza di malattie esantematiche, come il morbillo, a causa del calo delle coperture vaccinali. A Carpi si stanno ripresentando malattie che in passato erano pressoché scomparse?

“In alcune Regioni italiane si è assistito alla ricomparsa del morbillo che, come già detto, è molto contagioso. Si tratta prevalentemente di casi importati da persone al rientro da Paesi dove le coperture vaccinali sono basse e sotto alla soglia dell’immunità di gruppo. Essendo così contagioso, infatti, è inevitabile che chi, trovandosi qui, non è vaccinato o chi è vaccinato con una sola dose di vaccino e non due, contragga la malattia. Aggiungo anche che il morbillo è già contagioso negli ultimi giorni prima della comparsa dei primi sintomi quando la persona è in apparente benessere e quindi non è a casa ma a scuola o al lavoro. A Carpi e in Area Nord della Provincia, al momento, non è segnalato nessun caso di morbillo”.

Le comunità straniere che oggi risiedono qui hanno contribuito alla circolazione di tali malattie?

“Le comunità straniere di etnia asiatica e africana non hanno contribuito alla circolazione delle malattie contro le quali normalmente offriamo le vaccinazioni. Queste comunità hanno un’altissima adesione alle vaccinazioni, praticamente completa, in quanto nei loro Paesi vedono ancora le malattie e le temono. I cittadini provenienti dai Paesi dell’Est europeo mostrano maggior diffidenza soltanto verso alcune vaccinazioni, in particolare quelle che non vengono loro offerte nel Paese di origine in quanto troppo costose. Durante l’accoglienza dei profughi dall’Ucraina abbiamo visto bambini con esiti di meningite contratta nel loro Paese di origine. I vaccini contro i meningococchi, proprio per il costo, in quei Paesi non vengono offerti”.

Perché è necessario vaccinare i propri figli? Chi si protegge oltre a loro?

“Vaccinando i nostri figli proteggiamo prima di tutto loro, ma, contribuendo a bloccare la diffusione della malattia, proteggiamo i familiari (pensiamo ai nonni che diventano sempre più fragili), i compagni di scuola, gli amici, la collettività. Vaccinare i propri figli è un atto di amore ed è bello vedere come la nostra organizzazione sanitaria offre gratuitamente tante opportunità vaccinali, anche contro malattie rare ma gravi (ad esempio le meningiti), senza distinzione alcuna di etnia o di cittadinanza”.

Jessica Bianchi