La rivista Fumo di China dedica un articolo al nostro Oscar Sacchi

Fumo di China, la più longeva rivista in Europa dedicata al fumetto in tutte le sue forme, compresi gli adattamenti e gli sviluppi nel cinema d’animazione, film e serie tv, nel numero di marzo, ha dedicato una pagina all’istrionico carpigiano Oscar Sacchi. L’articolo, Mille… e (non) più mille - Storia di un libro imperdibile, firmato da Valentino de Mattia, ben descrive il libro Vent’anni senza Lira (e pochi Euro) a cura dei vignettisti Dino Aloi e dello stesso Sacchi, edito da Il Pennino.

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Oscar Sacchi

Fumo di China, la più longeva rivista in Europa dedicata al fumetto in tutte le sue forme, compresi gli adattamenti e gli sviluppi nel cinema d’animazione, film e serie tv, nel numero di marzo, ha dedicato una pagina all’istrionico carpigiano Oscar Sacchi. L’articolo, Mille… e (non) più mille – Storia di un libro imperdibile, firmato da Valentino de Mattia, ben descrive il libro Vent’anni senza Lira (e pochi Euro) a cura dei vignettisti Dino Aloi e dello stesso Sacchi, edito da Il Pennino. 

“Un libro piccolo solo per la sua mole ma contraddistinto da un guizzo di genialità. Il senso dell’idea bizzarra ma appunto geniale dell’autore Oscar Sacchi – si legge nella recensione – lo si trova subito alla prima riga: Ho iniziato la collezione di disegnini di umoristi nel lontano 1977, al Salone internazionale dell’Umorismo di Bordighera. Erano da poco usciti gli assegnini e ne usai alcuni, non avendo un block notes con me, per chiedere agli umoristi, seduti ai tavolini del bar, un disegno o un autografo… Da lì la folgorante idea di usare le mille lire per farmele disegnare e firmare”.

Ne raccolse così tante che nel 1993 entro nel Guinness dei primati. Innumerevoli le firme celebri presenti: da Silver a Leo Ortolani, da Peynet a Cavallo, da Franco Bruna a Vincino per oltre 120 artisti, con la sorpresa delle banconote griffate anche dallo scrittore Luciano De Crescenzo e dal cantante Freak Antoni, leader degli Skiantos.

“Sembrerà strano – conclude Valentino de Mattia – ma alcune di queste mille lire figurano nel libro come riproduzioni in fotocopia proprio perchè in qualcuna delle mostre gli originali (fortunatamente fotocopiati in anticipo dal collezionista) erano stati rubati: evidente prova che le svalutate e fuori corso mille lire erano diventate ormai… delle opere d’arte”.

J.B.