Tutto pronto per Inaudito! Sette appuntamenti sonori tra rarità musicali e occasioni uniche

Il Conservatorio Vecchi - Tonelli di Modena e Carpi presenta la rassegna Inaudito. Il debutto, il 26 marzo, sarà all'insegna del violino, con Markus Placci accompagnato dall'Ensemble strumentale Vecchi Tonelli diretto da Fabio Sperandio. Il concerto è alle 15, all’Auditorium San Rocco, con un programma che prevede musiche di Bach, Kreisler e Vivaldi. I concerti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

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Il 26 marzo inaugura la rassegna INAUDITO! che prevede in cartellone sette appuntamenti sonori, che vedranno impegnati, tra gli altri, i giovani esecutori dei Corsi di Alta Formazione del Conservatorio di Musica Vecchi Tonelli. Le proposte annoverano formazioni musicali inconsuete, come i quintetti di ance e ottoni, o ensemble interamente composti da strumenti a doppia ancia, e offrono l’occasione di assistere all’esecuzione di opere raramente ascoltate, come Le chant du Monde di Reginald Smith Brindle. La cornice è quella dell’Auditorium San Rocco in cui il pubblico verrà guidato, accanto alle esecuzioni musicali, in un percorso se si vuole secondario ma di sicuro interesse, con curiosità storiche e organologiche. INAUDITO! è organizzato dal Conservatorio di Musica Vecchi Tonelli di Modena e Carpi, cofinanziato da Fondazione Cassa di Risparmio Carpi, con il patrocinio del Comune di Carpi e la collaborazione de I Musei di Carpi e il Suzuki Music Center di Bologna.  La prima giornata del 26 marzo inaugura all’insegna del violino, con Markus Placci accompagnato dall’Ensemble strumentale Vecchi Tonelli diretto da Fabio Sperandio. Il concerto è alle 15, nell’Auditorium San Rocco di Carpi con un programma che prevede musiche di Bach, Kreisler e Vivaldi. Venerdì 14 aprile, nell’anno del 160° anniversario dalla nascita di Gabriele D’Annunzio (12 marzo 1863), si ascolteranno musiche vocali coeve, con autori quali Tosti, Respighi, Mascagni, Sinigaglia, Malipiero e Zandonai. Le voci saranno quelle del Corso di Perfezionamento a cura di Raina Kabaivanska, con Paolo Andreoli al pianoforte e Giuseppe Fausto Modugno in veste di relatore, a ricucire il rapporto tra musica e testi del Vate della poesia italiana.

Il 23 aprile sarà ospite della rassegna la Suzuki Orchestra del Music Center di Bologna, con tutta la freschezza di giovanissimi esecutori a mostrare i risultati musicali nell’applicazione di questa importante metodologia, ormai diffusa a livello mondiale, che avvia bambini fin dall’età infantile alla pratica strumentale guidata. Un concerto che esprime e sottolinea il rapporto esistente tra la musica e i giovanissimi. 

Una vera e propria rarità è poi rappresentata dall’evento in programma il 13 maggio, serata nella quale sarà possibile ascoltare ben quattro diverse formazioni: quintetto di flauti, quintetto di fiati classico, il raro quintetto di ance e infine un sonoro e rutilante quintetto di ottoni. La tavolozza dei colori espressa sarà vastissima, così come gli autori proposti.

L’ultimo appuntamento estivo del 9 giugno, alle 21, sarà caratterizzato da Le chant du Monde di Reginald Smith Brindle. Componimento ispirato al ciclo di grandi arazzi di Jean Lurçat i quali rappresentano immagini che, dalla distruzione totale della bomba atomica di Hiroshima raffigurano di seguito l’armonia umana, l’intelligenza e la poesia quali contraltari alla guerra e quale simbolo di rinascita. Un vero e proprio inno alla vita che per l’occasione sarà rappresentato da un’orchestra composta interamente da Chitarre con percussioni e voce narrante. L’evento sarà un vero e proprio spettacolo multimediale con la proiezione degli arazzi stessi che corrispondono ad altrettanti quadri sonori diversi. Il tema generale della pace evocato da questo spettacolo vedrà anche la presenza di Emergency come partner dello spettacolo. Dopo la pausa estiva, a ottobre, sarà la volta di altri due appuntamenti non privi di interesse.  Il primo di questi fa capo a un lodevole progetto nato nelle classi di strumenti a doppia ancia che, per i non addetti, sono rappresentati dall’Oboe e dal Fagotto. Questo organico sarà poi arricchito dal Corno Inglese, dall’Oboe d’amore, e dal Controfagotto, strumenti generalmente poco noti al pubblico e raramente in questa formazione. Le musiche spazieranno dal repertorio in voga alla Corte del Re Sole fino ad autori contemporanei.

Il secondo e ultimo Concerto sarà invece un viaggio nel tempo nella Parigi del 1923, andando ad ascoltare ciò che bolliva nella pentola creativa dei Compositori che in quell’anno proponevano le loro Premières. Troveremo autori come Stravinsky con il suo Ottetto per fiati, Milhaud, Honnegger e tutta la galassia che si muoveva attorno al periodo nel quale il fermento culturale della Capitale francese dava alla luce molti dei capolavori del ‘900 storico che  tutt’oggi conservano integralmente e immutato il loro contenuto innovativo. I concerti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.