Che primavera sarebbe senza rondini?

Le attendiamo con ansia ogni anno perché non c’è primavera senza rondini. Quest’anno si stanno facendo attendere ma il conto alla rovescia è iniziato e tra una manciata di giorni il loro inconfondibile garrito tornerà a riecheggiare sotto ai portici del centro storico. Lo scorso anno i volontari della Lipu hanno censito 79 nidi nel centro carpigiano, tra naturali e artificiali, di cui 65 abitati. Cinque le nuove coppie che hanno scelto la nostra città per metter su famiglia e circa 500 i rondinotti che si sono involati dalle vie e le piazze del cuore cittadino.

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Le attendiamo con ansia ogni anno perché non c’è primavera senza rondini. Quest’anno si stanno facendo attendere ma il conto alla rovescia è iniziato e tra una manciata di giorni il loro inconfondibile garrito tornerà a riecheggiare sotto ai portici del centro storico. A giungere per primi saranno i maschi a cui spetta il compito di colonizzare il nido e iniziare le pulizie di primavera e di restauro in attesa delle compagne. Lo scorso anno i volontari della Lipu hanno censito 79 nidi nel centro carpigiano, tra naturali e artificiali, di cui 65 abitati. Cinque le nuove coppie che hanno scelto la nostra città per metter su famiglia e circa 500 i rondinotti che si sono involati dalle vie e le piazze del cuore cittadino. “Ci piacerebbe tanto reclutare nuovi volontari che amano la natura. Se le nostre fila aumentassero – spiega Daniela Rustichelli, delegata della sezione carpigiana della Lipu – avremmo la forza di allargare il censimento anche alla periferia e alla campagna per riuscire così a condurre uno studio diffuso e capillare delle rondini che popolano la nostra città. Quella passata comunque per questa specie protetta è stata una buona annata anche se il loro declino a livello mondiale non si arresta”. 

I carpigiani nel corso del tempo si sono affezionati a questi straordinari uccelli migratori ma c’è ancora qualcuno che non ne tollera la presenza poiché ne teme la sporcizia e anziché adottare delle semplici soluzioni per limitare tale inconveniente preferisce impedire alle rondini di nidificare o peggio ne distrugge i nidi come avvenuto in via Manuzio dove ne sono stati abbattuti cinque. Eliminare i nidi è un atto barbaro perchè, prosegue Rustichelli, la rondine è un uccello “filopatrico, non solo è fedele per tutta la vita al proprio compagno ma anche alla propria casa. Se le togli il nido lei tenderà a rifarlo esattamente nello stesso punto”. Ed è proprio per evitare tali comportamenti, punibili dalla legge, che la Lipu ha chiesto di rendere l’Ordinanza salvarondini una delibera e pertanto maggiormente vincolante: “nel corso della Consulta Ambiente di ieri, 21 marzo, l’assessore all’Urbanistica Riccardo Righi ci ha spiegato che la tutela del benessere animale diventerà un elemento costitutivo del regolamento edilizio per quanto riguarda tutti gli interventi di carattere pubblico o privato. In centro i nidi possono essere rimossi solo in rarissime eccezioni e mai durante il periodo riproduttivo e ai proprietari corre l’obbligo di installarne di artificiali con la nostra collaborazione”.

Le rondini, che spesso nidificano in posizioni a dir poco curiose, come ad esempio sopra alle casse acustiche, ai faretti o alle scatolette elettriche, sono abituate a convivere con l’uomo e quello della sporcizia non è altro che un alibi: “gli adulti – puntualizza Rustichelli – non sporcano e nemmeno i rondinotti implumi. Gli esemplari adulti infatti portano fuori il sacchetto fecale per tenere pulito il nido. Ovviamente quando i rondinotti crescono e iniziano a star stretti nel nido è inevitabile che un poco di guano esca, per questo poniamo sotto al nido delle apposite tavolette leggermente inclinate onde evitare che vi stazionino sopra i colombi”. 

Ora la preoccupazione della delegata della Lipu – e non solo – è rivolta all’Oltreferrovia dove l’ex consorzio agrario di via Corbolani dovrà essere demolito e con esso il rischio è quello di distruggere un’area in cui la natura e i suoi abitanti avevano trovato un prezioso rifugio. “Abbiamo più volte richiesto che il boschetto spontaneo nato a ridosso degli edifici venga risparmiato e confidiamo che le rassicurazioni ricevute vengano mantenute. Una cosa è certa gli interventi che stanno interessando l’Oltreferrovia di fatto alterano un intero ecosistema. Per le rondini del centro storico ad esempio, via Corbolani ha sempre rappresentato il corridoio preferenziale per raggiungere il Cavo Lama dove approvvigionarsi del fango necessario per sistemare i nidi. In sede di Consulta Ambiente abbiamo chiesto all’assessore Righi la possibilità di istituire nell’area delle Zone di Protezione Speciale ma ci è stato risposto che queste sono di appannaggio regionale”. Sulla salvaguardia ambientale a Carpi c’è decisamente ancora molto da fare: d’altronde non è rendendo un’area già verde fruibile al pubblico che si rende la nostra città più green, più sostenibile e più resiliente…

Jessica Bianchi