Giuseppe Bellodi torna con ‘Canzoni fatte in casa’ per cantare la vita

Si definisce “cantautore tardivo” perché “inizialmente cantavo e suonavo per conto mio, poi nelle case di amici durante le serate in compagnia, poi gli amici hanno iniziato a invitare altri amici e quelle canzoni sono diventate un album: Canzoni Fatte in Casa”.

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Avvolge come una coperta calda e dopo una giornata frenetica costringe a rallentare: se ne consiglia l’ascolto in casa, dove l’album è nato, ma da non perdere è Giuseppe Bellodi dal vivo quando coinvolge il suo pubblico. Si definisce “cantautore tardivo” perché “inizialmente cantavo e suonavo per conto mio, poi nelle case di amici durante le serate in compagnia, poi gli amici hanno iniziato a invitare altri amici e quelle canzoni sono diventate un album: Canzoni Fatte in Casa”.

La prima versione del 2019 è stata oggi risuonata e riarrangiata dal punto di vista musicale e il risultato è su Spotify (clicca qui) e Youtube (clicca qui).

Ci sono canzoni con un taglio più intimo e personale come Vorrei abbracciare la terra, che parla della condizione di solitudine di ogni persona, “dove c’è un uomo, c’è un uomo solo che deve arrabattarsi ma – racconta Bellodi – conserva l’istinto di abbracciare la terra, come Mafalda quando stringe a sé il mappamondo”.

Diversamente, La vita sta fa riferimento al mondo che abbiamo intorno e, in particolare, alle intercettazioni telefoniche “che vengono riportate per documentare scandali ma se provassimo a immaginare di intercettare la gente normale? Hanno intercettato mio zio che diceva a mia zia che andava lui in farmacia e che l’amava, le parole sono come pistole caricate sotto il sole.

Colpisce l’immediatezza dei testi che si riferiscono a ciò che ognuno di noi vive anche nel suo quotidiano o si ispirano a letture e libri a cui Bellodi fa riferimento a partire da Raymond Carver, lo scrittore erede di Hamingway in Vorrei abbracciare la terra.

Non sempre nasce prima il testo e sempre più spesso ultimamente “è la melodia che salta alla mente e registro subito sul telefono mentre mi trovo in bici o sull’autobus. Una volta a casa dò un corpo a quell’idea e ci lavoro”.

Scrivi canzoni su melodie di Battisti e Vecchioni, la svolta creativa paradossalmente potrebbe partire da qui canta in Copia e Incolla richiamandosi alla grande tradizione della canzone d’autore italiana, anche se è a Guccini che Bellodi più s’avvicina. Che musica ascolta quando non ascolta la sua? “Ascolto tutto, la musica indie mi intriga più del rap e della trap, ma ascolto tutto”. Alla riedizione di Canzoni fatte in casa hanno collaborato Martino Greco, arrangiatore e produttore con studio a Mirandola (DiapaZone) , Pietro Rustichelli e Ferdinando Gatti. A questo primo album è seguito il secondo  Che tempo sarà (2021) più rockettaro, ma sempre suonato e realizzato per il puro piacere di fare e condividere musica con gli altri.

Sara Gelli