I cardiologi di Carpi e Mirandola rispondono al telefono alle domande dei cittadini

Torna Cardiologia Aperte: dal 12 al 19 febbraio la 17esima edizione dell’iniziativa di sensibilizzazione per la prevenzione delle malattie cardiovascolari promossa dalla Fondazione per il Tuo cuore dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO).

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dottor Stefano Cappelli, Direttore Cardiologia di Carpi (foto di archivio preCovid)

L’Azienda Usl di Modena aderisce a Cardiologia Aperte, l’iniziativa di sensibilizzazione per la prevenzione delle malattie cardiovascolari promossa dalla Fondazione per il Tuo cuore dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO).

In occasione della 17esima edizione della campagna nazionale, da domenica 12 a domenica 19 febbraio specialisti cardiologi della Cardiologia di Carpi, diretta dal dottor Stefano Cappelli, e di quella di Mirandola, diretta dal dottor Carlo Ratti, saranno a disposizione dei cittadini per consulenze telefoniche in merito alle malattie cardiovascolari, con particolare accento sulla prevenzione, sul controllo dei fattori di rischio e sulla promozione di sani stili di vita. 

Contattando il numero verde 800 05 22 33 durante la settimana della campagna, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16, sarà possibile porre domande e dubbi sui problemi legati alle malattie del cuore, alle quali risponderanno i cardiologi di Carpi e Mirandola per una consulenza cardiologica gratuita.

In accordo con l’Istituto Superiore di Sanità, le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte nel nostro paese, essendo responsabili del 44% di tutti i decessi. In particolare la cardiopatia ischemica è la prima causa di morte in Italia, rendendo conto del 28% di tutte le morti, mentre gli ictus sono al terzo posto con il 13%, dopo i tumori. Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico. La malattia modifica la qualità della vita e comporta notevoli costi economici per la società. In Italia la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille (dati Istat).