L’Ospedale di Carpi è il riferimento provinciale nella cura dei sarcomi grazie alla collaborazione col Rizzoli

Fine 2022 eseguiti tre interventi dal team integrato: così è possibile dare risposte di primissima qualità nella sede più prossima al paziente.

0
768
Da sinistra Costantino Errani, Alberto Ferrari, Fabrizio Artioli, Saverio Luppino

Prosegue, rafforzandosi, la collaborazione tra oncologi e ortopedici dell’Ospedale Ramazzini di Carpi e gli specialisti dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, struttura d’eccellenza a livello internazionale. 

Al centro della sinergia multidisciplinare il trattamento dei sarcomi dei tessuti molli e delle metastasi muscolo-scheletriche, patologie che interessano circa 150 persone all’anno in provincia di Modena. 

La collaborazione rientra nell’ambito del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) sulle metastasi muscolo-scheletriche per l’Area Vasta Emilia Est: avviato già quattro anni fa, con la fine dell’emergenza i volumi dell’attività chirurgica legata al trattamento di questi tumori rari stanno tornando ai livelli pre-pandemici.

Si va così consolidando nel tempo il ruolo dell’Ospedale di Carpi quale riferimento provinciale per il trattamento delle patologie muscolo-scheletriche, con un duplice scopo: eseguire interventi complessi in una sede più vicina ai pazienti e ridurre le liste d’attesa. Grazie alla multidisciplinarietà, i pazienti colpiti da sarcomi e metastasi muscolo-scheletriche potranno ricevere tutte le cure necessarie, dall’intervento chirurgico alla chemioterapia o radioterapia, vicino a casa e con una presa in carico globale a cura del Servizio sanitario regionale. 

Ovviamente il Rizzoli resta il punto di riferimento principale a livello regionale e non solo: i casi più complessi, che necessitano di un livello di trattamento superiore per le condizioni della patologia o del paziente stesso, continuano ad essere presi in carico direttamente nella struttura bolognese.

A fine novembre 2022 al Ramazzini si è svolta una seduta con tre interventi su tre pazienti maschi di circa 50, 60 e 70 anni. Ai primi due è stata asportata la neoformazione rilevata nella sede della coscia, mentre il terzo, il più delicato dei casi trattati nella seduta, presentava una grossa massa benigna in un braccio, che crescendo è andata a comprimere il nervo radiale, causando disturbi neurologici con forti dolori alla mano.

In sala operatoria, tra gli altri, erano presenti Costantino Errani, medico ortopedico specializzato in ortopedia oncologica della Clinica Ortopedica III del Rizzoli diretta dal Professor Davide Maria Donati, Fabrizio Artioli, direttore della Struttura Complessa di Medicina Oncologica Area Nord dell’Ausl di Modena, Saverio Luppino, direttore della Struttura Complessa di Ortopedia Ausl, e Alberto Ferrari, medico ortopedico del Ramazzini.

Proprio il dottor Ferrari è lo specialista di riferimento, all’interno dell’Ospedale carpigiano, per il trattamento dei sarcomi e una volta a settimana si reca al Rizzoli per discutere dei casi più complessi: le diverse situazioni vengono dunque valutate da un team multidisciplinare di altissimo livello senza che il paziente debba spostarsi tra un ospedale e l’altro. “La collaborazione che stiamo portando avanti – spiega Alberto Ferrari – è stimolante per noi professionisti ma soprattutto è di grande vantaggio per i pazienti. I casi vengono discussi all’interno di un team multidisciplinare, formato da oncologi, ortopedici, radioterapisti, radiologi interventisti, palliativisti e anatomopatologi, che valutano il percorso terapeutico più idoneo per ogni paziente”.

“Sono molto soddisfatto della collaborazione con un centro di primissimo livello come il Rizzoli – sottolinea Fabrizio Artioli –, che ci permette di mettere a disposizione dei nostri pazienti la miglior qualità di assistenza possibile. Solo attraverso un approccio multidisciplinare è possibile dare una migliore qualità di vita al paziente, con riduzione del dolore fisico e allungamento dell’aspettativa di vita”.