Rinnovata la convenzione per la Piattaforma Fragili, mappate 11.593 persone

“Uno strumento potente - ha dichiarato Alberto Bellelli, presidente dell'Unione delle Terre d’Argine - per monitorare il tessuto sociale fragile del nostro territorio e si è dimostrato utilissimo sia in momenti di calamità che nella progettualità quotidiana dei servizi sociali. Rinnoviamo la convenzione con la consapevolezza che questo sarà un mezzo in evoluzione per adattarsi alle esigenze della nostra comunità e ci fornirà tanti stimoli per la programmazione delle attività dell’Amministrazione".

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Rinnovata la convenzione Reti di protezione fragili fra Unione delle Terre d’Argine e Ausl distretto di Carpi.

“Un progetto che consente di agire in tempo di pace e in tempo di guerra”: è con queste parole che il presidente dell’Unione delle Terre d’Argine, Alberto Bellelli, dieci anni fa, all’epoca assessore alle Politiche Sociali del Comune di Carpi, diede vita all’idea di mappare, attraverso un portale dedicato, la popolazione fragile e/o non autosufficiente. Il pretesto fu il sisma che investì l’Emilia e che mise in evidenza l’urgenza di geolocalizzare tutte quelle persone che non erano in grado di lasciare la propria abitazione, in caso di calamità.

Grazie anche all’interlocuzione con la Protezione Civile e l’Azienda USL di Modena, si è dato corso negli anni successivi, alla creazione di un portale che oggi conta ben 11.593 individui censiti, ed è gestito da chi ha condiviso fin dal suo nascere il progetto, ovvero la cooperativa Anziani e non solo, il SIA dell’Unione e il Servizio di Programmazione e Governo della Produzione dell’Azienda Usl, che nello specifico, si occupano di implementare la banca dati.

Per fortuna, esiste anche un “tempo di pace”. E in questi anni è stato possibile applicare questo strumento a supporto delle progettualità messe in campo dai Servizi Sociali e Sanitari dell’Unione. Grazie alle rilevazioni, sono nati dei percorsi dedicati,  frutto delle sollecitazioni che arrivavano dalle mappature, ne è un esempio il progetto di via Belgrado, a Carpi: le rilevazioni effettuate per l’aggiornamento del portale, hanno infatti evidenziato una concentrazione significativa di anziani con oggettive difficoltà di relazione e da qui sono scaturite una serie di iniziative di welfare per aiutare queste persone a uscire dall’isolamento.

Nella programmazione in corso presso il Distretto di Carpi questo progetto verrà integrato a breve anche con le attività della Centrale Operativa Territoriale (COT), con l’obiettivo di migliorare ulteriormente i percorsi socio-sanitari personalizzati e dedicati ai pazienti ricoverati in ospedale che necessitano di dimissioni protette o affetti da patologie croniche, oltre all’operatività del Servizio in caso di situazioni emergenziali.

Un progetto di successo che nel tempo è diventato esempio di buone pratiche in diverse altre realtà del nostro Paese e che rinnova la sinergica collaborazione con l’Ausl Modena, in particolare il Distretto di Carpi: “La piattaforma – dichiara Bellelli – è uno strumento potente per monitorare il tessuto sociale fragile del nostro territorio e si è dimostrato utilissimo sia in momenti di calamità che nella progettualità quotidiana dei servizi sociali. Rinnoviamo la convenzione con la consapevolezza che questo sarà un mezzo in evoluzione per adattarsi alle esigenze della nostra comunità e ci fornirà tanti stimoli per la programmazione delle attività dell’Amministrazione”.

“Il rinnovo della convenzione è particolarmente importante – sottolinea Stefania Ascari, Direttrice del Distretto sanitario di Carpi – perché consente di rafforzare l’integrazione socio-sanitaria a favore dei cittadini, soprattutto i più fragili, con progetti concreti a loro dedicati. La riorganizzazione dell’assistenza territoriale, che l’Azienda Usl di Modena sta perseguendo in maniera puntuale, va proprio in questa direzione: fornire al cittadino fragile tutte le risposte, sempre più complesse, di cui necessita in maniera integrata e univoca. Questa funzione sarà assolta dalla Centrale Operativa Territoriale e, in termini più generali, dalla Casa della Comunità in corso di realizzazione: strutture e servizi che rappresentano la nuova concezione di assistenza”.