Quale futuro per il polo fieristico modenese?

A fronte della scelta di Comune e Provincia di Modena di uscire dalla compagine societaria di ModenaFiere e della possibile uscita di Camera di Commercio, BolognaFiere, partecipata della Regione Emilia-Romagna, ha comunicato la propria disponibilità a valutare l’opzione di diventare socio unico di ModenaFiere.

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A fronte della scelta di Comune e Provincia di Modena di uscire dalla compagine societaria di ModenaFiere e della possibile uscita di Camera di Commercio, BolognaFiere, partecipata della Regione Emilia-Romagna, ha comunicato la propria disponibilità a valutare l’opzione di diventare socio unico di ModenaFiere. BolognaFiere sta già verificando in questi giorni la possibilità di raggiungere un nuovo accordo con il comune di Modena per l’utilizzo del Quartiere fieristico. 

Lo ha annunciato ieri in aula l’assessore regionale Vincenzo Colla, a seguito di un’interrogazione urgente depositata dal consigliere dem Luca Sabattini e sottoscritta anche dalle colleghe Palma Costi e Francesca Maletti, dopo che gli enti locali modenesi hanno dovuto rinunciare alla loro partecipazione societaria in base a quanto disposto dalla legge Madia.

“ModenaFiere – spiega Sabattini – sta uscendo da un periodo di crisi che ha investito tutto il settore fieristico, prima bloccato e poi rallentato dalla pandemia. Oggi quella società continua a costituire un tassello fondamentale che qualifica e integra l’intero sistema fieristico regionale, creando un rilevante indotto economico per la città ed è uno strumento essenziale per promuovere e dare visibilità alle vocazioni e alle eccellenze produttive del territorio. La Madia, che erroneamente non tiene conto dei due anni di pandemia, rischia di ridurre le valutazioni dei soci pubblici a scelte puramente tecniche, senza tenere in considerazione l’impatto di tali scelte sulle compagini societarie e la tenuta stessa delle società”.

“Le attività del quartiere fieristico di Modena – continuano i consiglieri – devono essere tutelate sia nei contenuti, sia per l’investimento futuro. L’impegno di BolognaFiere di diventare socio unico è uno sforzo economico importante e lo è ancor di più dal punto di vista progettuale e strategico, perché la differenza dei quartieri fieristici la fanno i contenuti e le strategie. Raccogliamo con favore questa risposta della regione, che più di ogni altra cosa è volta a tutelare il patrimonio di esperienza, opportunità, lavoro e indotto economico”.

“Seguiremo, assieme alle colleghe Costi e Maletti, l’evoluzione di questo aspetto. La risposta dell’assessore Colla ci soddisfa anche per le prospettive tracciate, soprattutto perché ribadisce l’importanza del quartiere fieristico di Modena, non solo per la nostra provincia, ma per tutta la regione, confermando il calendario eventi anche per il 2023 e il monitoraggio da parte della Regione sulla continuità delle attività e delle manifestazioni fieristiche fino a quando la situazione non sarà più chiara” conclude Sabattini.