Cinghiali: in regione aumentano incidenti e danni ai campi

Per Notari, CIA Emilia Centro, provocano “danni economici, rischi sanitari, perdita di biodiversità e incidenti stradali”

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In Emilia Romagna, le segnalazioni sulla presenza e sui danni provocati dai cinghiali, anche in prossimità delle città, sono in costante crescita. La migrazione di questi ungulati provoca danni su più fronti, mettendo a repentaglio l’incolumità dei cittadini in strada e delle colture nei campi.

Secondo Alberto Notari, presidente CIA Emilia Centro (Confederazione Italiana Agricoltori), questo è un problema che va affrontato con celerità:  “Il problema è triplice: ci troviamo di fronte a danni economici per le culture agricole con rischi sanitari non indifferenti, ricordiamo che i cinghiali sono il principale veicolo della peste suina africana, dobbiamo poi affrontare una perdita di biodiversità perché hanno una azione nei suoli dei boschi dirompente e un enorme aumento di incidenti stradali visto il loro proliferare.

Stiamo parlando di 2 milioni e mezzo di cinghiali contati in Italia nel 2021. Questi sono numeri che parlano da soli, ci parlano di un carico di fauna selvatica non più sostenibile per le attività agricole, per il rischio di incidenti stradali e per la vita economica del territorio.”

Concentriamoci sul settore agricolo, quali danni concreti provocano i cinghiali?

“Nei campi si vede di ogni: campi appena seminati che vengono scavati da questi animali alla ricerca di tuberi, vediamo lotti di terra ribaltati e danni alle balle di fieno. Questi ungulati devastano e creano danni a colture come grani antichi, frumenti, orzo e mais.”

Il primo passo per arginare la presenza di questi animali e limitare i loro danni sul territorio è, secondo Notari, agire a livello giuridico:  “La regolamentazione nazionale risale a una normativa di 30 anni fa, è assolutamente basilare partire da una riforma di questa per arrivare – conclude – a un approccio contemporaneo.”

 

Giulia Martinelli