Ztl e corsie ciclabili: Truzzi, “anche chi è più scettico col tempo comprenderà”

Nel giorno del suo addio all’incarico di Assessore, Marco Truzzi ha tracciato un bilancio del proprio operato.

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Nel giorno del suo addio all’incarico di Assessore del Comune di Carpi, Marco Truzzi ha tracciato un bilancio del proprio operato. Ingegnere Meccanico, 34 anni, era entrato nella Giunta Bellelli nel 2019 e si era parlato di un  astro nascente della politica carpigiana in considerazione del retaggio familiare: la madre Cleofe Filippi aveva ricoperto l’incarico di Assessore nella giunta Campedelli, lo zio Livio Filippi è stato europarlamentare. Invece no. Truzzi ha scelto di tornare nel settore privato.

Ing. Truzzi, può fare un bilancio di questa esperienza amministrativa: quali le realizzazioni che portano la sua firma? Che cosa lascia alla città?

“E’ un bilancio complicato dalle emergenze che ci hanno costretto a rivedere più volte la pianificazione: abbiamo attraversato il periodo della pandemia e poi il caro energia con i ritardi nella consegna delle materie prime. Così come famiglie e imprese, anche il Comune di Carpi ha dovuto affrontare questi problemi. Non credo di avere la firma esclusiva su alcuno dei progetti fatti: ogni opera o progetto è sempre stato frutto dell’ascolto dei cittadini, della mediazione con i tecnici, del superamento dei limiti della burocrazia, della condivisione con le forze politiche che rappresento. La politica è l’arte del possibile: molti pensano che un assessore si svegli e decida di introdurre un senso unico ma non è così, la realtà è molto più complessa e questi anni sono stati molto complicati. Quando ci siamo insediati nel 2019 si percepiva un senso di immobilismo e l’aver riportato al centro della discussione il futuro della città è il lascito di questa squadra. Un esempio su tutti è l’insediamento dell’Università con la Facoltà di Ingegneria che sta già prendendo forma nell’Oltreferrovia. Ci siamo concentrati su quello che vogliamo diventare come città e non più su quello che siamo stati: si può essere d’accordo o  meno con la visione ma anche gli oppositori devono riconoscere quello che raccontano i numeri: l’anno scorso abbiamo superato i 26 milioni di euro di investimenti, cinque anni prima erano poco più di 11 milioni. Da quest’anno arriveranno anche i fondi Pnrr quindi direi che una città con tanti progetti e investimenti è una città che guarda la futuro. Non si tratta di investimenti faraonici ma che mettono al centro la rigenerazione dei quartieri, penso alle isole ambientali e ai luoghi identitari, dando più spazio alle persone e alle occasioni di socialità come in corso Roma o come in occasione della demolizione della vecchia piscina che era diventata un simbolo del degrado e diventerà una palestra polivalente”.

Non sono mancate polemiche in questi quattro anni: Ztl e piste ciclabili sono stati i temi che hanno surriscaldato gli animi. Lei come ha vissuto quei momenti?

“Ho imparato che non esiste un progetto in grado di accontentare tutti e d’altra parte non fare niente rende tutti ugualmente scontenti. L’arte del possibile significa scegliere chi ascoltare ed è importante portare avanti quei progetti che vanno nella direzione scelta da chi ci ha votato per una città più sostenibile, più accogliente, con un centro vivo. Per assurdo, in quei momenti, mi ha aiutato la mia deformazione professionale nel senso che sono abituato a guardare i  numeri e poco i social, e anche a studiare e approfondire. Ho anche avuto la fortuna di viaggiare molto e ho vissuto in Nord Europa e non avevo dubbi che quello che funziona altrove avrebbe funzionato anche a Carpi, a maggior ragione nel caso delle ciclabili perché siamo in pianura e in una città estremamente compatta. Tutti gli studi dicono le corsie ciclabili sono più sicure rispetto a quelle in sede propria perché il ciclista è sempre visibile e non deve tagliare la strada spuntando dal nulla per attraversare. Noi vediamo oggi che, dopo la realizzazione, i ciclisti sono aumentati del 20% e non sono aumentati altrettanto gli incidenti. Anche chi è più scettico col tempo lo comprenderà. Io ho il vantaggio di avere un punto di vista privilegiato per la possibilità di vedere i dati oltre ad aver fatto esperienze che mi rendono meno titubante nel portare innovazioni anche a Carpi. Lo stesso vale per la Ztl che reputo il progetto più condiviso e chiacchierato del mandato: addirittura c’è chi ha sostenuto falsità dicendo che avremmo chiuso l’intero centro storico e l’ho anche denunciato. In tutti gli incontri che ho fatto non ho trovato qualcuno che mi abbia convinto del fatto che Carpi sia l’unica città in cui lasciare più spazio alle persone in centro storico sarà un insuccesso, un disastro per la città. Abbiamo un centro storico tra i più belli d’Europa e abbiamo le auto parcheggiate di fianco al Duomo e abbiamo pure avuto incidenti mortali in Piazza Martiri. Questo è ciò che mi surriscalda l’animo nel 2022. E’ chiaro che, quando il progetto verrà approvato, sarà un cambiamento significativo ma così come oggi vediamo più ciclisti, vedremo più persone in centro storico, ci rimarranno per più tempo, spenderanno di più e le attività economiche ci guadagneranno. In Corso Roma al posto di venti auto parcheggiate ci saranno persone ferme a chiacchierare godendo della fontana e dell’ombra degli alberi. Sono molto sereno perché ho visto che queste soluzioni progettuali in altre città hanno fatto rinascere i centri storici”.

Lascia per passare a un’esperienza nel privato: che cosa le è mancato?

“La velocità. Nel passaggio dal mondo della produzione nel settore della meccanica a quello dell’edilizia ho avvertito un rallentamento esagerato, poi la burocrazia nel pubblico è stata in alcuni momenti davvero sconfortante. Il vero antagonista al desiderio dei cittadini di vedere le opere realizzate non è la politica ma la burocrazia. Quale politico vuole vedere ritardare un cantiere o attendere anni prima di approvare un progetto esecutivo? Nessuno. Se in Italia c’è un problema di legalità si facciano controlli e non nuove leggi che diventano faldoni inapplicabili. E’ come se in un campionato di calcio ci fosse una squadra che fa troppi falli e l’arbitro facesse fatica a vederli tutti: in Italia aggiungeremmo delle regole invece di aumentare arbitri e guardialinee. In Italia saremmo capaci di mettere dei pesi ai piedi di calciatori per impedire loro di fare falli. Una follia”.

Quali sono i requisiti che dovrà avere il suo successore?

“Nessuno, penso, si sentirà all’altezza di ricoprire il ruolo di Assessore in una città come Carpi. Io non mi sentivo all’altezza e tuttora non mi sento ancora all’altezza. E’ stato un onore ma non sta a me indicare i requisiti del mio successore. Quello che mi sento di dire è che non sarà solo o sola chiunque sarà. C’è una grande squadra di professionisti negli uffici del Comune, persone leali e pronte a dare una mano in Giunta: non deve preoccuparsi troppo delle sfide che lo attendono perché non sarà solo. Gli suggerirei di seguire i grandi progetti senza per forza ricercare l’apprezzamento di tutti e di concentrarsi sulla cura della città, sulle manutenzioni ordinarie più semplici da quelle che contribuiscono al decoro all’eliminazione delle barriere architettoniche, dedicandosi più che può alle segnalazioni dei singoli cittadini che mi hanno dato le più grandi soddisfazioni”.

Sara Gelli