Al Carpi si chiede di essere meno bello

Al Carpi ora si chiede di essere meno bello. Potrebbe sembrare un paradosso, una provocazione, e invece rischia di essere l'unica ricetta possibile per poter sperare di potersi giocare la vittoria del girone e l'annessa desiderata promozione in Serie C.

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Boccaccini

Al Carpi ora si chiede di essere meno bello. Potrebbe sembrare un paradosso, una provocazione, e invece rischia di essere l’unica ricetta possibile per poter sperare di potersi giocare la vittoria del girone e l’annessa desiderata promozione in Serie C. Mister Massimo Bagatti, è innegabile, ha dato un gioco, un’anima e una connotazione ben precisa alla sua creatura: i biancorossi vogliono costantemente comandare il gioco e dettare i ritmi, ritrovandosi per larghissimi tratti del match in possesso di palla. Questa matrice, innegabilmente identitaria, possiede innumerevoli punti di forza ma anche qualche criticità come l’esporsi al rischio contropiedi avversari o, in certi casi, divenire lenti e leziosi. Un dazio pagato specialmente in trasferta dove Sammaurese e Aglianese, con un solo striminzito tiro in porta cadauna, sono riuscite a fare bottino pieno. 

Il Carpi, al Cabassi, segna, per larghi tratti domina e diverte. Lontano dalle “mura amiche” la musica, escludendo la grande prestazione di Prato, cambia. Il diktat di conseguenza – per consolidare la posizione ai piani alti – diviene quello di ricercare una piena e reale continuità di risultati, tentando di estendere l’efficienza interna anche in trasferta. 

OTTO GIORNATE IN ARCHIVIO, OTTO BIANCOROSSI GIA’ IN GOL sono numeri lusinghieri quelli che il Carpi è riuscito a produrre al termine del primo tour de force stagionale. Dopo otto turni di campionato, l’AC è al terzo posto del Girone D, alle spalle solamente di Giana Erminio (20 punti) e Aglianese (18) con 16 punti racimolati alla media di due punti per partita. Una  media ribadita anche nella “casella” delle reti segnate, distribuendo il “fatturato” su otto interpreti differenti. Ottimi segnali anche dalla difesa che, dopo 720′ giocati, ha incassato solamente 6 reti, risultando il quarto miglior buker alle spalle di Pistoiese (2 reti), Real Forte Querceta (4) e Fanfulla (5). 

LA RISCOSSA GUIDATA DA FRANCESCO STANCO – guai a chiamarle seconde linee. Le gerarchie nel Carpi di mister Massimo Bagatti sono ormai delineate tuttavia, alle spalle dei 13 titolari (Sabattini/Casucci – Ranelli/Bouhali), iniziano a “sgomitare” altri outsider pronti ad alzare ulteriormente il tasso tecnico già espresso. Si tratta dei vari Riccardo Cestaro, centrale difensivo prelevato dal Termoli per sostituire la partenza di Marzio Pica, Lorenzo Dominici, terzino mancino pronto a mettere in discussione la titolarità dello spagnolo Raul Navarro, il trequartista Daniele Olivier, ed il centravanti Francesco Stanco. L’esperto classe ’87 è stato il meno rapido ad entrare in condizione della rosa biancorossa, tuttavia la prestazione offerta – da subentrante – nel vittorioso match contro il Forlì, ha sottolineato l’importanza del carisma e delle caratteristiche che il nativo di Pavullo ha da offrire. Unico attaccante carpigiano ancora a secco, Stanco silenziosamente lancia la propria candidatura per aiutare sul rettangolo verde i propri compagni di squadra nelle prossime tre super sfide rispettivamente contro Pistoiese, Real Forte Querceta e Giana Erminio. 

Enrico Bonzanini