Gli occhiali intelligenti segnano la svolta, “questa è la vera integrazione tra ospedale e territorio” dichiara il dottor Manno

Intervento unico nel suo genere su un’assistita affetta da SLA. L’uso degli smart glasses, in dotazione esclusiva in Italia all’Endoscopia Digestiva diretta dal dottor Mauro Manno, ha evitato a una paziente fragile il ricovero ospedaliero e tutti i rischi connessi: l’infermiera dell’Endoscopia, affiancata dall’infermiere della Domiciliare, ha eseguito la procedura in contatto audiovisivo con un medico specialista, che grazie agli occhiali ha potuto assistere all’intervento e fornire supporto come se fosse stato sul posto.

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dottor Mauro Manno

E’ un intervento unico nel suo genere quello che lo scorso 2 settembre, grazie all’ausilio di speciali occhiali intelligenti, ha permesso di sostituire per la prima volta la PEG – Gastrostomia Endoscopica Percutanea (un tubicino che collega la cavità gastrica con l’esterno per permettere l’assunzione di cibi e di liquidi) al domicilio di una paziente, una modenese 78enne affetta da Sla, sclerosi laterale amiotrofica evitandole così il ricovero in ospedale e i rischi a esso connessi.

Un evento eccezionale per il setting in cui si è svolto, quello domiciliare appunto, e per l’utilizzo di una tecnologia, gli smart glasses, in dotazione esclusiva in Italia alla struttura complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Azienda Usl di Modena diretta dal dottor Mauro Manno, che ha consentito il dialogo da remoto tra l’infermiera al domicilio della paziente e uno specialista endoscopista: grazie a questa esperienza, si allargano gli orizzonti di applicazione di questo innovativo strumento, per una tecnologia che esce dall’ospedale ed entra nelle case dei cittadini che necessitano di assistenza anche specializzata.

A casa della signora si sono recati Marina Martini, infermiera specialista dell’Endoscopia, e Stefano Gennari, infermiere della Domiciliare che assiste da tempo la 78enne: indossando gli speciali occhiali intelligenti l’infermiera si è tenuta in collegamento audio/video con un medico dell’Endoscopia Digestiva, che da remoto, dal monitor di un computer, ha potuto vedere l’intera operazione e apportare i propri suggerimenti, per altro visibili sul visore degli occhiali indossati dall’infermiera specialista. L’intervento si è concluso con successo nell’arco di circa 15 minuti, senza complicanze né necessità di ulteriori interventi. 

“Favorire una sanità di prossimità, sfruttando l’innovazione e la tecnologia, è uno degli obiettivi che l’azienda sanitaria territoriale si è posta per tenersi al passo con i tempi e dare risposte sempre più adeguate ai bisogni della popolazione”, ha dichiarato Anna Maria Petrini, direttrice generale dell’Azienda Usl di Modena.

“Siamo l’unica unità operativa di Endoscopia in Italia ad avere in dotazione gli smart glasses – spiega il direttore Mauro Manno – e questo intervento rappresenta un esempio concreto di ciò che è possibile fare con l’ausilio di questa tecnologia. Tecnologia che porta con sé diversi vantaggi, tra cui l’utilizzo di una connessione protetta tramite un sistema certificato e adeguato all’attuale normativa sulla privacy, che consente quindi un’elevata protezione del dato sensibile. Tramite il visore degli occhiali è possibile effettuare diverse operazioni che facilitano il dialogo tra l’operatore che li indossa e lo specialista in remoto: si possono infatti scattare e inviare immagini dettagliate delle parti interessate dall’operazione in atto, apportando anche annotazioni testuali o grafiche. Il potenziale di questi dispositivi è enorme e si applica a diversi ambiti, tra cui l’assistenza domiciliare, permettendo di eseguire operazioni di una certa complessità senza necessità di ricoverare il paziente, con tutti i vantaggi che ne conseguono.

Grazie a questa tecnologia riusciamo a garantire un’assistenza specialistica a domicilio, connettendo tra loro più figure professionali. Ci stiamo avvicinando sempre più al paziente, elevando al contempo lo standard di complessità delle azioni che siamo in grado di fare a domicilio e mantenendo alto il profilo di sicurezza. Questa è la vera integrazione tra ospedale e territorio”.