Siccità, aiutiamo gli animali selvatici

“Il nostro appello - conclude spiega Piero Milani responsabile del Centro Fauna Il Pettirosso - è quello di posizionare delle bacinelle o dei secchi d'acqua nei percorsi di passaggio degli animali selvatici, all'ombra di una pianta o di un cespuglio, e di sottovasi per quelli più piccoli affinché anche gli uccellini o i ricci possano rinfrescarsi o abbeverarsi”.

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“Si parla molto di siccità ma non si pensa mai che a soffrirne prima di tutto sono gli animali, non quelli domestici o degli allevamenti, bensì quelli selvatici, quelli che rientrano nella categoria dei Figli di un Dio minore”, spiega Piero Milani responsabile del Centro Fauna Il Pettirosso.

Loro che non hanno un rubinetto da aprire o un altro posto dove andare, bevono o si alimentano da pozze sempre più asciutte dove si sviluppano tossine spesso letali: “sempre più spesso troviamo caprioli con forti dissenterie, anatidi che si trascinano sulle ali… e le oasi fiore all’occhiello nei giorni di festa, sono le prime che si vedono togliere l’acqua per riservarla all’agricoltura. E così, uno dopo l’altro, in silenzio, gli animali spariscono agonizzanti sotto il sole”. 

Una fine che sarebbe toccata anche allo splendido esemplare di spatola che vedete in foto, praticamente una rarità nelle nostre zone, ma lui è stato più fortunato: a salvarlo alcuni birdwatcher che dopo averlo visto hanno allertato i volontari del Pettirosso. Ora sarebbe pronto per essere liberato ma lo specchio dove normalmente risiede è secco e dunque resterà un altro po’ nel centro di via Nonantolana.

“Il nostro appello – conclude Milani – è quello di posizionare delle bacinelle o dei secchi d’acqua nei percorsi di passaggio degli animali selvatici, all’ombra di una pianta o di un cespuglio, e di sottovasi per quelli più piccoli affinché anche gli uccellini o i ricci possano rinfrescarsi o abbeverarsi”.