Sandra De Filippi, l’artista del vetro

Sandra De Filippi, in arte Sandy, ha iniziato a dipingere nel '99, scegliendo come supporto principale il vetro: specchi, finestre, vasi, bottiglie o semplice lastre su cui realizza con maestria ritratti, paesaggi e soggetti astratti. Artista poliedrica ed ex infermiera professionista, è attualmente impegnata nella stesura del suo primo romanzo dedicato alla sua vita insieme al professor Sergio Greco, ex primario del Ramazzini scomparso lo scorso aprile.

0
494

Se un dipinto su tela riflette la luce, un vetro dipinto diventa luce attraverso i colori che campiscono la trasparenza. La pittura su vetro è una delle più antiche e magiche forme di illusione tra la luce e i colori realizzate dall’uomo. Il colpo di fulmine tra Sandra De Filippi, in arte Sandy, e questa affascinante arte decorativa è scattato nel 1999.

“Ricevetti in dono come bomboniera una bottiglietta di vetro dipinta, che tuttora conservo, e da lì mi sono incuriosita. Ho iniziato a leggere libri sulla pittura su vetro, a studiare e fare prove. Fin dai tempi del liceo sono sempre stata appassionata di pittura, poi mi sono dedicata agli studi da infermiera, esercitando per alcuni anni questa professione fino a quando, tramite questo piccolo oggetto, si è riaccesa in me la scintilla dell’arte. Il primo dipinto su vetro che ho realizzato è stato un Topolino su una bottiglietta, poi è arrivato lo sfondo marino con pesci tropicali su una boccia di vetro- spiega mostrando le sue opere realizzate con grande maestria e raffinatezza- fino a quando ho deciso di cimentarmi con superfici più grandi, come finestre e vetrate su cui ho riprodotto opere di artisti famosi tra cui Picasso, Van Gogh, Filippino Lippi, ritratti, paesaggi e soggetti astratti. Ho realizzato anche un acquario con una decorazione ispirata ai quadri di Matisse. Mi piace molto dipingere anche sulle vetrate, le finestre e gli specchi delle case e, soprattutto, adoro sperimentare”.

Cosa ti piace di più della pittura su vetro?

“L’effetto mutevole che crea con rimandi di luce insospettati e cangianti, e poi l’inevitabile imperfezione, che per me è bellezza, dovuta al fatto che dipingo a mano libera senza l’uso di stencil e che, una volta, dipinto sul vetro, difficilmente si può intervenire a correggere”.

Come realizzi le tue opere su vetro e quanto tempo impieghi?

“Prima realizzo il disegno tracciando i contorni con un tubetto di pasta effetto piombo a rilievo e, in seguito, riempio gli spazi con le vernici ad acqua specifiche per vetro. Prima di dipingere preparo la tavolozza di colori su un supporto di vetro, mischiando e sfumando le diverse tonalità per ottenere gli effetti cromatici desiderati. Per quanto riguarda il tempo di realizzazione dipende: per alcune opere posso impiegarci una settimana e per altre sei mesi. Per esempio, la boccia di vetro con pesci tropicali, essendo una superficie bombata mi ha richiesto parecchio tempo e dedizione”.

Il tuo prossimo progetto artistico?

“Mi piacerebbe tornare ad esporre le mie opere in una mostra, realizzarne di nuove, anche su stoffa, un’altra superficie che utilizzo e, inoltre, sto scrivendo un romanzo autobiografico in cui parlo della mia storia d’amore con mio marito Sergio Greco, scomparso lo scorso aprile.

Anche lui era un appassionato di arte e mi ha sempre spronata a mettermi in gioco.

Il titolo è Se mi ami innaffia la siepe da uno dei bigliettini che ci scambiavamo all’inizio della nostra relazione. E’ un libro che parla di un amore forte e autentico, a dispetto di chi non crede all’amore vero tra due persone che hanno una grande differenza d’età, ed è anche un modo per omaggiarlo e ricordarlo come professionista e come uomo”.

Chiara Sorrentino