I Vigili del Fuoco, la testimonianza di Nicola Malagoli

Ricostruire il ricordo: il terremoto del 20 e 29 maggio dieci anni dopo. A distanza di dieci anni è il momento di condividere il racconto personale perché diventi patrimonio e memoria di tutti.

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I Vigili del Fuoco (provenienti da tutta Italia) non possono essere dimenticati: sono stati più che un semplice aiuto, sono stati un segno di unità e un esempio. Nonostante la tensione fosse grande non hanno mai risparmiato un sorriso, una battuta, due chiacchiere per conoscersi, mai una risposta brusca o sgarbata, disposti a rischiare per aiutarci a salvare un ricordo rimasto nella casa terremotata. Li ricordo con un certo fascino passare da essere ingegneri nella demolizione degli edifici con quella pinza meccanica dalle sembianze di animale feroce intento a divorare tutto, a essere acrobati nel calarsi con funi sui tetti per ispezionare gli edifici e fissare quelle coperture provvisorie colorate (simili a grandi cerotti sulle ferite delle case) che in un momento di così grande distruzione avevano dato un tocco di vita al paese.