L’eredità di Faglioni? “Una Fondazione solida e con grandi progetti da far crescere”

Sulla successione si è ora aperta una sfida a tre: “non pensavo si arrivasse a questo - ammette Corrado Faglioni - ma confido in una contesa tutto sommato serena, anche se i tre schieramenti si stanno contrapponendo e che l’interesse dei consiglieri a far bene porti a scelte coscienziose e positive per il nostro ente”. E, aggiungiamo noi, per la nostra città.

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E’ ormai agli sgoccioli il mandato di Corrado Faglioni alla presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, “un’esperienza molto gratificante e complessa – ha commentato – ma che, come tutte le avventure difficili, lascia comunque tante soddisfazioni”. Il rimpianto? “Questi due anni di pandemia che hanno rallentato i nostri programmi e si sa, gli ingegneri non sono abituati a veder slittare i cronoprogrammi. Nonostante ciò abbiamo fatto di necessità virtù e portato avanti con determinazione ed efficienza i nostri progetti. Siamo stati coraggiosi su tanti fronti, a partire dalla gestione individuale del patrimonio, passando per un piano di investimenti a dir poco poderoso e i numeri di fine mandato ci danno ragione”. 

Un Bilancio, quello di questo quadriennio, frutto di scelte “strategiche e coraggiose”, ribadisce più e più volte il presidente uscente. “Malgrado il Covid e la guerra siamo riusciti a tener fede agli impegni assunti nel 2018 col nostro insediamento. La gestione finanziaria ha dato ottimi risultati e in quattro anni abbiamo maturato 22 milioni di euro in termini di aumento patrimoniale, un risultato che ci ha permesso di affrontare sia le erogazioni correnti (oltre 13 milioni di euro) che un corposo Piano di investimenti (25 milioni, di cui 13 già deliberati) unico nella storia della Fondazione”.

In eredità al presidente che verrà, Faglioni consegna “una Fondazione solida e dotata di grande liquidità monetaria (il patrimonio netto è passato dai 278 milioni del 2018 agli attuali 287)”.

Due i progetti per i quali ricorderemo la gestione Faglioni, “polo universitario e Parco Santacroce. Entrambi leve di sviluppo fondamentali per il nostro territorio di cui vedremo i risultati tra una decina di anni. Forse allora verranno scritti commenti diversi rispetto a quelli fatti a caldo”.

E sul prossimo passaggio di consegne, Corrado Faglioni non si sbilancia: “auspico che il percorso tracciato venga mantenuto e che i semi da noi piantati vengano coltivati e fatti crescere con determinazione.  La Fondazione riveste un grande ruolo all’interno della società civile e questa consapevolezza dovrà essere ben chiara in chiunque verrà ad amministrare l’ente”. Sulla successione si è ora aperta una sfida a tre: “non pensavo si arrivasse a questo – ammette Faglioni – ma io sono rimasto a latere della contesa come è giusto che sia. Le riflessioni che potrei fare in merito sono molteplici ma sono di carattere personale e dunque le tengo per me. Confido in una contesa tutto sommato serena, anche se i tre schieramenti si stanno contrapponendo e che l’interesse dei consiglieri a far bene porti a scelte coscienziose e positive per il nostro ente”. E, aggiungiamo noi, per la nostra città.

Jessica Bianchi