Un punto d’ascolto per donne in difficoltà alla Casa del Volontariato

Gestito dall’associazione Papa Giovanni XXIII in collaborazione con Migrantes, lo sportello segue attualmente 18 donne.

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E’ nato a Carpi, a metà dello scorso settembre, un Punto d’ascolto per donne in difficoltà, gestito dall’Associazione Papa Giovanni XXIII in collaborazione con Migrantes, l’ufficio interdiocesano di Modena e Carpi per la pastorale ai migranti, grazie al contributo della Fondazione CR Carpi. Il Punto d’ascolto nasce in risposta al bisogno di numerose donne immigrate e italiane del territorio dell’Unione Terre d’Argine, che si trovano a vivere in difficoltà relazionali e sociali, o anche in contesti di violenza psicologica, economica o maltrattamenti, specie nelle aree più periferiche, e mette in campo le competenze interculturali necessarie a identificare i bisogni specifici di chi ha un vissuto migratorio. Nel corso della pandemia, secondo i dati Istat, sono notevolmente aumentate le chiamate al 1522, numero del Dipartimento per le pari opportunità per le vittime di violenza di genere e stalking. Un numero attivo 24 ore su 24 in cinque lingue (italiano, inglese, spagnolo, francese e arabo). Nel 2020 nel solo mese di marzo, le telefonate sono state infatti il 73% in più rispetto allo stesso periodo del 2019. Il 45,3% delle vittime ha dichiarato di avere paura per la propria incolumità; il 72,8% non ha però denunciato il reato subito. Come anche sono aumentate dal 2020 le problematiche delle famiglie comuni, in particolare straniere che hanno figli tra i 7 e i 13 anni, oppure delle madri sole.

La Comunità Papa Giovanni XXIII, che da un anno collabora con Differenza Donna (ente gestore del 1522) ed è in rete con diverse organizzazioni che si occupano di migranti – fra cui appunto Migrantes – ha pertanto dato vita a questo progetto sperimentale che ha sede nella Casa del Volontariato al civico 22 di via Peruzzi. Qui, una équipe di operatrici della Comunità di don Benzi, in collaborazione con una mediatrice culturale di Migrantes, offrono consulenze e mediazione interculturale con un approccio sensibile al genere, e sono a disposizione due mattine a settimana in sede o  nei territori di provenienza delle donne, per l’ascolto e l’invio ai servizi specializzati del territorio, o altri servizi a bassa soglia che rispondano alle necessità delle donne in difficoltà.

Troppo spesso le donne considerate fragili, perché attraversano situazioni gravi di violenza o per limiti dovuti a disabilità o patologia psichiatrica o tossicodipendenza, se in realtà ascoltate e supportate in modo adeguato, possono esprimere quelle potenzialità e risorse che permettano loro di migliorare la propria vita e il proprio benessere e anche quello dei propri figli.

Il Punto d’ascolto è intitolato a Miriam, una donna che grazie all’accoglienza nell’Associazione Papa Giovanni XXIII ha potuto superare la propria difficoltà, integrarsi nel territorio e trovare un nuovo futuro per sé e la sua bambina. Come per la storia di Miriam, il punto d’ascolto vuol essere soprattutto un’opportunità per identificare bisogni e creare una rete più capillare con i servizi e gli sportelli già esistenti nel territorio, mettendo in contatto le donne che vivono situazioni di disagio o di maltrattamento, in particolare provenienti da altre culture, e accompagnarle in una relazione di fiducia verso il servizio più specifico per loro. 

Ad oggi le donne seguite dal punto d’ascolto sono 18, di cui due italiane, e sono tutte accompagnate continuativamente nel proprio percorso di riscoperta dell’autonomia.  

Il numero da contattare in caso di emergenza o d necessità è 348.9191006. Per informazioni: progettomiriam@apg23.org.