Cenerpentola, il rapporto col corpo e con il cibo nel libro verità della chef Stefania Camurri

Stefania Camurri, 52 anni, chef e blogger di origine carpigiana che da dieci anni gestisce un ristorante a Campiglia Marittima, in Toscana, ha pubblicato il suo primo libro, Cenerpentola. Un titolo ironico per raccontare un rapporto difficile col cibo, un'operazione desiderata e travagliata e una rinascita frutto di coraggio e tenacia.

0
997
Stefania Camurri

“E’ una sorta di autobiografia ironica e senza filtri in cui ripercorro la mia esperienza con l’obesità, le difficoltà e i pregiudizi da cui questa malattia è spesso accompagnata, e il mio percorso di riconciliazione con il cibo che è la mia più grande passione e il mio mestiere”. Stefania Camurri, titolare del ristorante Mamanonmama Cucina e Cantina, un piccolo locale appena dentro le mura di Campiglia Marittima, un caratteristico borgo medievale in provincia di Livorno, annuncia così il suo libro d’esordio Cenerpentola (Albatros). Una storia a capitoli in cui la chef e blogger di origine carpigiana ripercorre la sua vita a partire dall’infanzia, sempre a stretto contatto col buon cibo visto il lavoro di ristoratori dei genitori, attraversando una giovinezza di difficile accettazione del proprio corpo, culminata con l’intervento di riduzione dello stomaco e i problemi alimentari che ne sono conseguiti, sino ad arrivare alla propria realizzazione come chef e come donna.

Perché hai deciso di raccontare la tua storia in un libro?

“Lo dovevo a me e a chi come me ha convissuto o sta convivendo con l’obesità. L’obesità è una malattia complessa. Spesso però è vista come una colpa dovuta a pigrizia, poca volontà e scarsa cura di sé, quando invece è quasi tutta una questione mentale che richiede tempo e cura per essere affrontata. A 25 anni con grande coraggio e speranza mi sono sottoposta all’intervento di riduzione dello stomaco, che all’epoca era ancora un’operazione poco diffusa, e da lì è iniziato il mio percorso di rinascita ma in salita, perché dopo l’intervento non sono stata più in grado di digerire cibi solidi. Questo però non mi ha impedito di realizzare i miei obiettivi seguendo le orme dei miei genitori e iniziando a lavorare nel settore della ristorazione come chef di diversi ristoranti di Carpi”.

Oggi cosa rappresenta per lei il cibo?

“Il cibo per me è amore. Nel mio ristorante qui in Toscana do libero sfogo alla mia creatività ma sempre con misurata ricerca e cura scegliendo il pesce come base del menù. La trasformazione, la ricerca e la cura sono costanti che contraddistinguono la mia vita, mentre l’ironia è la cifra stilistica che mi porta a raccontare gli aneddoti della mia vita, dei miei figli, degli amici e delle persone che collaborano con me nel lavoro come la dottoressa Valentina Bezzi, psicologa e sessuologa, con cui curo il blog e le pagine social Cenerpentola e Lalìa. Psyche & Food Therapy”.

A proposito di scrittura hai in mente altri libri?

“Sì, il prossimo sarà una raccolta di racconti buffi che riguardano la mia vita in Toscana e, in particolare, tutto ciò che accade nella cucina e nella sala del mio ristorante”.

Chiara Sorrentino