I segreti del sonno spiegati dalla dottoressa Vanda Menon

“Ogni giorno è una rinascita per il nostro corpo se si riposa bene di notte”. Con questa espressione che non è una 'massima', ma la realtà, ha esordito la dottoressa Vanda Menon, responsabile del Centro disturbi cognitivi e demenze dell'Ausl di Modena e dunque del Ramazzini di Carpi, nella sua relazione in occasione di un intermeeting organizzato dal Rotary club insieme al Lions club Alberto Pio.

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al centro la dottoressa Vanda Menon

“Ogni giorno è una rinascita per il nostro corpo se si riposa bene di notte”. Con questa espressione che non è una ‘massima’, ma la realtà, ha esordito la dottoressa Vanda Menon, responsabile del Centro disturbi cognitivi e demenze dell’Ausl di Modena e dunque del Ramazzini di Carpi, nella sua relazione in occasione di un intermeeting organizzato dal Rotary club insieme al Lions club Alberto Pio. La dottoressa Menon, con un linguaggio semplice e accattivante, tale da attirare l’attenzione del centinaio tra soci e ospiti dei due club invitati alla serata condotta dai due presidenti, Mauro Bernini per il Rotary e Margherita Copelli per l’Alberto Pio, è partita dalle cose che “non bisogna fare” per apprestarsi al sonno: non bere la sera caffè ed eccitanti come Coca Cola e cioccolato, non guardare film horror, ma pensare a cose belle e magari alle vacanze, avendo anche cura di sdraiarsi in un ambiente confortevole.

“Noi dormiamo per un terzo del nostro tempo – ha aggiunto – avendo così deciso la natura essendo per tutti gli esseri viventi fisiologico dormire anche perchè il riposo aiuta pure la riproduzione e le performance intellettive del giorno dopo. L’ideale insomma è dormire dalle 7 alle 9 ore ogni notte perchè si tratta di un riposo rigenerante anche per il cuore e che consente al cervello, che non dorme mai, di ripulirsi dalle scorie giornaliere”.

Lapidaria la conclusione della relazione della dottoressa Menon ai presenti: “l’essere umano è la più grande opera d’arte di tutti i tempi che va quindi conservata, protetta  e rispettata”.

Cesare Pradella