Il contributo delle rinnovabili alla transizione ecologica

“L’ammodernamento perseguito con il Superbonus 110% è finalizzato a consumare il meno possibile usando l’energia al meglio e si sta dimostrando una buona leva per i cittadini ma occorre snellire le pratiche e semplificare le procedure per le quali occorrono anche fino a sei mesi di tempo” spiega Luca Storchi di Energetica.

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La crisi energetica che si sta abbattendo sull’economia ricade anche sulle tasche dei cittadini alle prese con bollette del gas e della luce alle stelle e con la benzina al galoppo. Si insiste sulla transizione ecologica per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e fronteggiare meglio le difficoltà di reperimento delle materie prime: ci vorranno anni ma la strada è segnata e il momento storico che stiamo vivendo lo conferma. “Se i cittadini e le imprese si rendono indipendenti nella produzione della parte di energia a loro necessaria, si sottraggono alla soggezione esercitata da altri Paesi e così facendo consentono all’Italia di uscire dalla schiavitù.Si spiega così l’accelerazione sulle energie rinnovabili, a partire dal fotovoltaico perché bisogna essere il più resilienti possibile: ognuno può rendere più efficiente il proprio sistema di consumo riducendo gli sprechi”. A parlare è Luca Storchi che insieme a Riccardo Cavicchioli conduce Energetica, nata nel 2010: alle rinnovabili hanno creduto sin da subito e in questi anni si sono specializzati nella consulenza energetica a 360 gradi, dalla progettazione e installazione fino alla manutenzione e alle pratiche burocratiche.

“Il rischio infatti – prosegue Storchi – è quello che i termini per usufruire del finanziamento 110% scadano nell’attesa della documentazione che la Pubblica amministrazione deve produrre mentre dal punto di vista finanziario oggi gli istituti di credito si sono attrezzati per consentire al cittadino di cedere il credito d’imposta in tempi relativamente celeri.

L’ammodernamento perseguito con il Superbonus 110% è finalizzato a consumare il meno possibile usando l’energia al meglio e si sta dimostrando una buona leva per i cittadini ma occorre snellire le pratiche e semplificare le procedure per le quali occorrono anche fino a sei mesi di tempo”.

Sebbene certi meccanismi possano ingranare meglio, la macchina del 110% comunque funziona.

“Serve fare una riflessione come Paese perché ci saranno in futuro stress esterni, come lo è la pandemia, o situazioni geopolitiche delicate in zone attraversate dai gasdotti, in grado di innescare crisi e occorre una politica strutturata per poter permettere al Paese di diventare progressivamente sempre più indipendente. Per una scarsa visione a livello europeo, oggi ancora dipendiamo dalla Cina dove vengono fabbricati i pannelli fotovoltaici. Al di là del fotovoltaico, sono tanti gli interventi di ammodernamento che si possono mettere in campo, dall’ accumulo energetico attraverso sistemi di pompaggio idroelettrico all’utilizzo piu’ spinto del geotermico”.

Il patrimonio immobiliare privato italiano è ormai datato e portarlo a una classe energetica più elevata consentirà di efficientarlo e contestualmente avere benefici nella bolletta: “non possiamo più permetterci ritardi” conclude Storchi.

Sara Gelli