Il Pronto Soccorso di Carpi è una polveriera pronta a esplodere

C’è maretta - ed è un eufemismo - al Pronto Soccorso di Carpi dove ormai si naviga a vista. I medici fuggono, chi resta rischia il burnout e i tempi di risposta si dilatano sempre più.

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C’è maretta – ed è un eufemismo – al Pronto Soccorso di Carpi dove ormai si naviga a vista. I medici fuggono, chi resta rischia il burnout e i tempi di risposta si dilatano sempre più. 

Una situazione gravissima e dalle conseguenze potenzialmente esplosive che si sta consumando nel completo disinteresse della politica. 

Al Pronto Soccorso del Ramazzini mancano all’appello oltre una decina di medici: il clima è esplosivo e il malumore tra i professionisti è palpabile. 

Alcuni scappano per le complesse condizioni di lavoro mentre altri chiedono trasferimenti per avvicinarsi a casa. Defezioni a cui l’Ausl fatica a porre rimedio, dovendo fare i conti con una difficoltà oggettiva nel reclutamento di nuovo personale medico dovuta alla carenza ormai cronica e generalizzata di specialisti, soprattutto nell’ambito dell’Emergenza – Urgenza.

La ricaduta sulla cittadinanza non si è fatta attendere dal momento che è stato necessario riorganizzare il Pronto Soccorso e sospendere l’attività di un ambulatorio, nello specifico quello dedicato ai codici verdi. 

“Non si tratta di una chiusura tout court di uno specifico ambulatorio: tutti i cittadini che accederanno al Pronto Soccorso – specifica l’Ausl di Modena – continueranno a essere presi in carico, ovviamente in base alle priorità assegnate in fase di triage, con una dilatazione dei tempi di attesa nelle situazioni di minore gravità. La Direzione sanitaria del Ramazzini, in stretta collaborazione con la Direzione dell’Unità Operativa sta mettendo in atto ogni forma di supporto possibile (come l’espletamento di un nuovo concorso e la condivisione di strategie di collaborazione all’interno del Dipartimento di Emergenza Urgenza con altre unità operative dell’ospedale) per cercare di minimizzare i disagi. L’auspicio è quello di superare in tempi brevi queste criticità e rinnova il ringraziamento agli operatori sanitari per l’ulteriore sforzo messo in campo, teso a proseguire un’adeguata presa in carico dei pazienti che si affidano alle strutture sanitarie”.

Il Pronto Soccorso è la porta d’accesso dell’ospedale: una delle unità maggiormente strategiche per garantire un alto – e adeguato – livello di assistenza agli acuti. Anziché continuare a parlare del futuro nuovo ospedale non sarebbe forse meglio concentrare ogni sforzo per rinforzare questo reparto? I professionisti che vi operano meritano di lavorare in condizioni migliori e il diritto alla salute della cittadinanza (accessi impropri a parte, ma questa è un’altra triste storia) dev’essere garantito con tempestività. Le nuove Linee di indirizzo per il triage nei Pronto soccorso approvate dalla Giunta regionale – e che in provincia di Modena verranno applicate prossimamente – prevedono cinque codici colore: rosso per l’emergenza, richiede una valutazione immediata da parte dei sanitari; arancione per l’urgenza indifferibile, 15 minuti come tempo di attesa massimo per la presa in carico; azzurro per l’urgenza differibile, 60 minuti tempo d’attesa massimo; verde per l’urgenza minore, 120 minuti al massimo e; bianco per la non urgenza, 240 minuti al massimo.

Qualche consigliere comunale potrebbe munirsi di cronometro e fare una puntatina al Ps, chissà che non gli si accenda una lampadina…

Jessica Bianchi