Il “nuovo” povero è italiano

Dal 2015 a oggi sono circa 300 i casi di indebitamento seguiti dai volontari dell’associazione Dedalo. Occorre puntare sull’educazione al risparmio dei giovani e contrastare la cultura del consumo e del debito esasperati.

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Alcuni volontari di Dedalo: da sinistra Maria Vittoria Bertacchini, Fulvio Ferrarini, Manuela Pirondini e Francesca Bovoli

La povertà aumenta a Carpi e a soffrire di più, soprattutto dopo l’irruzione del Covid, sono le famiglie italiane. E’ un disagio socio-economico in crescita, quello registrato da Dedalo onlus, associazione di volontariato nata a Carpi nel 2015, su iniziativa dei soggetti aderenti al Tavolo delle Povertà, per assistere le persone in difficoltà economica, anche grazie al sostegno della Fondazione CR Carpi.

Dei 423 contatti registrati dall’associazione, animata da 25 volontari, 300 riguardano casi di indebitamento e contenziosi, mentre 143 sono relativi all’attivazione di forme di microcredito. “Le difficoltà economiche – commentano i volontari di Dedalo – sono anche, molto spesso, difficoltà sociali. Storie di isolamento, solitudine, incidenti nel percorso di vita, sia esso professionale o relazionale, dipendenze. Soltanto agendo in una logica di rete è possibile fornire un sopporto e un sostegno adeguati, e sin dalla sua nascita l’associazione si è posta in dialogo costante e spirito di totale collaborazione con gli altri soggetti che, sul territorio, si occupano di povertà. Ciò detto, riteniamo che un punto che richieda un deciso sviluppo sia quello dell’educazione finanziaria, soprattutto, anche se non solo, tra le giovani generazioni: viviamo, piaccia o meno, in una società in cui la spinta al consumo, anche a debito, è estremamente forte, e ancor più potente rispetto a giovani personalità che rischiano di identificare, nel consumo, una strada per essere accettati e riconosciuti. Ma siccome siamo cittadini, prima e meglio che consumatori, far comprendere sin dall’adolescenza l’importanza del risparmio e dell’attenzione al bilancio personale e familiare per delineare un sano progetto di vita diventa, nella nostra epoca, strategico. Così come la sanità opera sempre più marcatamente sulla prevenzione per evitare patologie invalidanti tra la popolazione, così occorre insistere sull’educazione a una corretta gestione delle proprie sostanze per prevenire quanto più possibile i casi di disagio economico e sociale negli adulti di domani”. 

Se l’età media di chi si rivolge a Dedalo per un primo colloquio è di 50 anni, non mancano i giovanissimi e gli anziani. Più della metà degli utenti ha problemi inerenti all’alloggio, mentre sono 63 i casi seguiti con problemi legati alla salute poiché non ha un reddito sufficiente per pagare prestazioni mediche o dentistiche. Sono invece una decina i casi con problemi di dipendenza patologica, nella maggior parte dei casi da gioco d’azzardo, ma anche da sostanze.