Sanità al collasso, le vittime collaterali del Covid

Il Covid-19 ha mostrato nel modo più drammatico tutte le falle del nostro sistema sanitario a partire da una medicina territoriale carente: non possiamo più permetterci una tale paralisi. Il prezzo da pagare, in termini di salute pubblica, sarebbe incalcolabile.

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Green pass: è questa da mesi la parola magica. Il ritornello che sentiamo ripetere ogni volta che accendiamo la Tv, sfogliamo un giornale o scorriamo i social media. Certo non ci vuole un genio per capire il perché non passi giorno in cui esperti più o meno blasonati rilancino l’importanza del vaccino e avanzino sempre più spesso l’ipotesi di renderlo obbligatorio. 

La ratio? Ridurre al massimo i quadri clinici più severi dell’infezione da Covid-19, e di conseguenza i ricoveri, per favorire così una ripresa completa delle attività ospedaliere. 

Il prezzo della pandemia va infatti ben oltre le vittime del virus: a queste devono aggiungersi tutti coloro che non hanno avuto accesso in modo tempestivo a una sanità pubblica letteralmente presa in ostaggio dall’epidemia. 

A dirlo sono i numeri, come dimostrato dal Report redatto dall’Istat. Nel 2020 il totale dei decessi è stato il più alto mai registrato nel nostro Paese dal secondo Dopoguerra: 746.146, ovvero 100.526 in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% di eccesso), uno scostamento di +112mila rispetto al solo 2019, quando si contarono 634mila morti. Di questi 112mila, quelli attribuibili in modo diretto al Covid-19 e registrati dalle autorità sanitarie, sono 75.891.  

Riguardo alla restante parte di decessi in esubero, pari a oltre 36mila, gli autori del documento Istat scrivono come sia concreta l’ipotesi che una parte di queste morti possa essere riconducibile “a un trattamento ritardato e mancato a causa di un sistema sanitario sovraccarico”.

In provincia di Modena, nel 2020 i deceduti sono stati 8.447 contro i 7.179 dell’anno precedente: 1.268 casi in più di cui 986 ascrivibili al Covid.

Il Covid non ha cancellato le altre patologie: le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte nel nostro Paese, seguite dai tumori. Strutture ospedaliere in affanno e il timore da parte dei malati di infettarsi hanno fatto sì che molti pazienti giungessero in ospedale spesso in condizioni molto critiche. Quando era troppo tardi. Il conto che questa pandemia ci ha presentato sino ad ora è già fin troppo salato, tra vittime dirette e indirette. Il Covid-19 ha mostrato nel modo più drammatico tutte le falle del nostro sistema sanitario a partire da una medicina territoriale carente: non possiamo più permetterci una tale paralisi. Il prezzo da pagare, in termini di salute pubblica, sarebbe incalcolabile. 

Jessica Bianchi