Le provette e i contenitori necessari per effettuare esami di laboratorio su urine e feci non vengono più distribuiti gratuitamente nelle farmacie, ma devono essere acquistati dai cittadini. Una novità che ha suscitato la protesta della Cgil di Modena e del Sindacato pensionati Spi Cgil, che chiedono l’immediata sospensione della nuova modalità di distribuzione e l’apertura di un confronto con le Aziende sanitarie. Secondo quanto segnalato dal sindacato, da alcune settimane le farmacie non consegnano più gratuitamente le provette ai cittadini non esenti. La novità sarebbe stata comunicata da Federfarma attraverso una infografica diffusa tramite WhatsApp. Un cambiamento che, secondo Cgil e Spi, mette fine a un servizio consolidato sul territorio modenese e rischia di trasformarsi in un ulteriore aggravio economico per chi deve sottoporsi ad analisi cliniche. Per garantire comunque l’accesso gratuito ai contenitori, Ausl Modena ha predisposto una rete di 45 sedi sanitarie dove è possibile ritirare le provette senza costi. Una soluzione che il sindacato riconosce come un impegno significativo da parte dell’Azienda sanitaria, ma che viene giudicata insufficiente rispetto alla capillarità delle circa 200 farmacie presenti in provincia. “Non ci è nota la ragione di questa importante modifica organizzativa”, spiegano i rappresentanti sindacali, che riferiscono di aver raccolto decine di segnalazioni da parte di cittadini in tutti i distretti della provincia. Molti utenti, recandosi in farmacia, si sarebbero sentiti rispondere che le provette devono essere acquistate e che il ritiro gratuito è possibile esclusivamente presso le sedi Ausl. Una situazione che, secondo Cgil e Spi, crea particolari difficoltà per anziani e malati cronici, categorie che nel corso dell’anno devono spesso sottoporsi a controlli e analisi periodiche. Da qui la richiesta di fare chiarezza sulle motivazioni che hanno portato alla fine della distribuzione gratuita nelle farmacie. Il tema riguarda anche i costi. Se infatti i cittadini esenti continuano a poter ritirare gratuitamente le provette anche in farmacia, chi non beneficia dell’esenzione deve sostenere sia il ticket sanitario, che può arrivare fino a 36,15 euro per ricetta, sia il costo dei contenitori necessari per la raccolta dei campioni biologici. Secondo le segnalazioni raccolte dal sindacato, il prezzo delle provette varia sensibilmente da farmacia a farmacia, oscillando tra uno e cinque euro per contenitore. Una differenza che solleva interrogativi e alimenta il timore di possibili speculazioni. “Non si comprende per quale ragione il prezzo di provette apparentemente identiche possa variare in modo così significativo», sottolineano Cgil e Spi. Per questo le due organizzazioni chiedono la sospensione immediata della nuova modalità di distribuzione e la convocazione di un tavolo di confronto con le Aziende sanitarie. Inoltre evidenziano come, al momento, non risultino cambiamenti analoghi nelle altre province dell’Emilia-Romagna, dove la distribuzione gratuita delle provette nelle farmacie continuerebbe ad essere garantita.
Farmacie, addio alle provette gratuite: la protesta di Cgil e pensionati
Le provette e i contenitori necessari per effettuare esami di laboratorio su urine e feci non vengono più distribuiti gratuitamente nelle farmacie, ma devono essere acquistati dai cittadini. Una novità che ha suscitato la protesta della Cgil di Modena e del Sindacato pensionati Spi Cgil, che chiedono l'immediata sospensione della nuova modalità di distribuzione e l'apertura di un confronto con le Aziende sanitarie.
























