Gli ambientalisti rivendicano il loro ruolo: “l’Amministrazione ci ascolti”

Gli ambientalisti Alice Aldrovandi, Daniela Rustichelli e Vanel Salati chiedono un maggior coinvolgimento della Consulta Ambiente, organo che viene informato dall’Amministrazione delle decisioni prese a giochi fatti, quando è ormai impossibile apportare dei correttivi concreti o contribuire a disegnare la città verde di domani.

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Speravano di trovare una convergenza ma l’incontro con l’assessore al patrimonio verde del Comune di Carpi, Andrea Artioli si è concluso con un nulla di fatto. Gli ambientalisti Alice Aldrovandi, Daniela Rustichelli e Vanel Salati pur riconoscendo un “cambiamento e una disponibilità all’ascolto” chiedono un maggior coinvolgimento della Consulta Ambiente, organo che viene informato dall’Amministrazione delle decisioni prese a giochi fatti, quando è ormai impossibile apportare dei correttivi concreti o contribuire a disegnare la città verde di domani. 

“Noi – spiega Aldrovandi – contestiamo la mancata trasparenza di talune scelte. A fronte di una perizia che decreta l’abbattimento di un albero chiediamo ai nostri amministratori di non procedere immediatamente ma di chiedere un secondo parere, di provare insomma tutte le strade possibili prima di ricorrere alla soluzione più radicale. La sicurezza delle persone è fondamentale certo, nessuno lo mette in discussione, ma anche la salvaguardia del patrimonio arboreo lo è: occorre trovare un maggior equilibrio”. Così come è necessario che l’amministrazione eserciti un controllo stringente sull’attività svolta dagli operai delle ditte a cui vengono appaltati lavori legati alla gestione e alla manutenzione del verde, a partire dagli sfalci: “persone spesso del tutto prive di formazione e che fanno numerosi danni”. 

Gli ambientalisti hanno anche chiesto di non potare gli alberi durante la nidificazione degli uccelli e di pianificare “gli interventi entro marzo” ma si sono sentiti rispondere che ci sono troppe difficoltà burocratiche. “Abbiamo visioni diverse – prosegue Daniela Rustichelli – noi parliamo di potatura e loro di semplice rimonda del secco… ma se è davvero così dove sta l’urgenza? Non si può aspettare settembre per non disturbare la riproduzione dell’avifauna?”. 

Un altro nervo scoperto è rappresentato dalla gestione del verde privato: basta guardarsi attorno per vedere, ad esempio, come la capitozzatura venga ancora largamente praticata nonostante tale tecnica di potatura renda gli alberi più fragili ed esposti a a un maggior rischio di attacchi di malattie e parassiti. “I nostri amministratori dicono di avere le mani legate – spiegano Aldrovandi e Rustichelli – ma nel Regolamento sul verde (che a Carpi esiste dal 2011: https://www.comune.carpi.mo.it/regolamenti-del-comune/11270-uso-spazi-pubblici/69443-regolamento-per-l’adozione-finalizzata-alla-gestione-di-aree-verdi-pubbliche-della-citta’-di-carpi) si potevano dare degli indirizzi precisi anche su questo fronte. Non vorremmo più assistere a certi scempi, ci sono piante ridotte a candelabri”. 

Ora i “fari” della Consulta Ambiente sono puntati su due aree: l’ex Consorzio Agrario, per il quale ha già formalmente richiesto di poter compiere un sopralluogo insieme alla proprietà, ovvero la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, e l’ex campo di concentramento di Fossoli. “Ci hanno riferito che al campo a breve partiranno i lavori di riqualificazione e contestualmente verrà eliminato il verde presente, pertanto contatteremo la Fondazione Fossoli per capire meglio in cosa consiste tale intervento. Certo non è possibile conservare tutto ma cespugli e alberi devono essere preservati per salvaguardare quanto più possibile l’ecosistema che vi si è creato. Natura e cultura possono coesistere – sottolinea Rustichelli – e le fioriture primaverili a ridosso delle pietre delle baracche rendono questo luogo di dolore e di ricordo ancora più potente”.

Nulla di fatto nemmeno per il progetto di piantumazione del Campo degli Inglesi (un terreno non coltivato di sette ettari e di proprietà del Comune di Carpi) a ridosso del lato nord del Campo di Concentramento, da tempo richiesto dalla Consulta. “Sul terreno, secondo quanto riportatoci da Artioli, vige da più di settant’anni un vincolo della Sovrintendenza: edilizio, ambientale, paesaggistico? Non è dato saperlo. Il suo consiglio è stato quindi quello di presentare noi stessi una richiesta di specifica alla Sovrintendenza. Di certo su tale progetto di piantumazione coinvolgeremo anche la Fondazione Fossoli”, aggiunge Salati.

Insomma gli ambientalisti rivendicano il loro ruolo: “l’Amministrazione ci ascolti” dicono, perchè la tutela del verde è affare di tutti e, concludono i tre, “dovremmo collaborare tutti insieme per valorizzare, proteggere il nostro territorio e consegnarlo più bello e vivo che mai alle generazioni future”.

Jessica Bianchi