Il Parco Santacroce e la sua capacità depurativa su Scienza e Natura di Gardenia

La rubrica Scienza e Natura di Gardenia riferisce infatti sul numero di luglio dello studio commissionato dalla Fondazione al CNR di Bologna per stimare i valori di sequestro degli inquinanti del parco

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Ha destato l’attenzione della nota rivista specializzata in piante e verde “Gardenia”, la capacità depurativa che il grande Parco Santacroce, di proprietà della Fondazione CR Carpi, è in grado di svolgere per liberare l’aria da numerosi inquinanti. Un’azione benefica che la Fondazione sta potenziando per far diventare il parco un importante polmone verde a ridosso del centro urbano e contemporaneamente un luogo di socializzazione e cultura immerso nella natura.

La rubrica Scienza e Natura di Gardenia riferisce infatti sul numero di luglio dello studio commissionato dalla Fondazione al CNR di Bologna per stimare i valori di sequestro degli inquinanti del parco, dai quali si evidenziano come i suoi 26 ettari di estensione, e la biodiversità di vegetali presenti siano in grado di liberare l’atmosfera da 187 tonnellate di anidride carbonica ogni anno. Un dato significativo che contribuisce a calmierare l’aumento delle temperature. L’anidride carbonica è infatti un gas serra tra i maggiori responsabili del problematico innalzamento climatico. Tradotto in concreto, le stime evidenziano come il Parco Santacroce della Fondazione CR Carpi riesca a sequestrare l’anidride carbonica emessa ogni anno da 171 auto e ad assorbire il particolato (le cosiddette polveri sottili) prodotto da 700 vetture.

Le stime si riferiscono alla capacità degli oltre 3.000 esemplari arborei e arbustivi presenti prima dell’imponente opera di potenziamento del verde che la Fondazione CR Carpi sta conducendo per dotare il parco Santacroce di un capitale vegetale di 10.000 esemplari. Gli studi del CNR infatti stanno proseguendo per rilevarne il potenziamento dell’azione fitodepurativa.