I rimedi naturali per avere orti e giardini sani

Coltivare un orto e prendersi cura del proprio giardino può dare grandi soddisfazioni ma i parassiti sono in agguato. Difendersi in modo naturale senza ricorrere all’uso di pesticidi è possibile, basta attingere a piene mani dai numerosi e antichi rimedi frutto della sapienza dei nostri nonni.

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Coltivare un orto e prendersi cura del proprio giardino può dare grandi soddisfazioni ma i parassiti sono in agguato. Difendersi in modo naturale senza ricorrere all’uso di pesticidi è possibile, basta attingere a piene mani dai numerosi e antichi rimedi frutto della sapienza dei nostri nonni.  L’obiettivo? Utilizzare delle pratiche rispettose della natura per proteggere piante e ortaggi e far sì che altri esseri viventi possano convivere in questi spazi verdi. Uccelli, anfibi e insetti, vere e proprie sentinelle dalla salute dell’ambiente, sono infatti in grado di tenere sotto controllo tutto ciò che non va. “Sta all’intelligenza dell’uomo usare tutte le armi che la stessa natura offre per aiutare le fioriture e la fruttificazione e per combattere parassiti e insetti sgraditi favorendo la presenza dei loro predatori naturali, senza eliminare alcun anello della catena alimentare dell’ecosistema, dalle grandi estensioni agricole all’orto di casa”, spiega Daniela Rustichelli, delegata della sezione carpigiana della Lipu. Ecco l’Abc. “Innanzitutto si dovrebbero sempre privilegiare alberi e arbusti autoctoni e pertanto più resistenti ai parassiti tipici della nostra zona, specie rustiche che hanno minor bisogno di manutenzione. E’ poi utile puntare sulla varietà, mettendo a dimora specie diverse, anche alternandole nello spazio, per favorire così tante forme di vita selvatica che controllano gli insetti nocivi. Fondamentale poi riciclare i rifiuti organici: non gettate ciò che la natura fa cadere al suolo; le masse di foglie, così come gli sfalci, possono trasformarsi in preziosi concimi naturali. Avere uno specchio d’acqua per la fauna selvatica in giardino è assai importante, basta una vaschetta: in questo modo si attireranno uccelli, ricci, rospi… tutti predatori di lumache, chiocciole e altri insetti nemici delle mostre piante. Insomma insetticidi del tutto naturali”.

Per rendere il terreno fertile, oltre al classico letame, si possono usare ceneri di legna, ricche di potassio, così come farina di corna e zoccoli ampiamente utilizzate, queste ultime, nell’agricoltura biodinamica. “La cornunghia – prosegue Rustichelli – è un concime organico che viene ottenuto dalla macinazione di corna e zoccoli di animali, generalmente bovini: naturale e a lenta cessione, è ricco di azoto e fosforo. Numerosi anche i fertilizzati di origine vegetale: le piante, a seconda del tempo in cui rimangono a contatto con l’acqua, liberano sostanze che vengono decomposte”.

Un macerato eccezionale, che funziona sia come insetticida che come fertilizzante è senza dubbio quello di ortica (un chilo di pianta fresca, 200 grammi se secca, ogni 10 litri di acqua). “Può essere spruzzato sulle foglie o sul terreno. Questo macerato – spiega la delegata Lipu – attira i lombrichi, alleati importantissimi per il terreno in quanto decompositori: trasformano le sostanze vegetali in sali minerali e smuovendo il terreno con le loro gallerie, lo arieggiano. Una terra ricca di lombrichi è sinonimo di grande fertilità”.  Ricordiamoci infatti che le piante sottraggono al suolo numerose sostanze nutritive e dunque occorre restituire ciò che viene consumato affinché non si creino delle carenze. “Quando le foglie cadono, non gettiamole vie, formiamo dei cumuli da spargere poi successivamente sul terreno, in questo modo compiremo una concimazione naturale che andrà a nutrire tutti i microrganismi che vivono nel suolo. La carica microbica del terreno dev’essere ricca di biodiversità. Tutte le forme di vita più progredite, dai fiori ai cespugli, dagli alberi agli arbusti dipendono da queste forme di vita invisibili che popolano il terreno”. 

E se occorre passare alle maniere forti perchè un ospite sgradito ha colpito una coltura o un albero, la natura corre di nuovo in nostro aiuto con dei pesticidi assai efficaci. “Le sostanze repellenti – prosegue Rustichelli – possono essere diverse: scaglie di sapone di Marsiglia sciolte in acqua e poi spruzzate direttamente su foglie e fusti combattono gli afidi. Il tabacco è molto velenoso per cocciniglie e bruchi ma non danneggia gli insetti utili. Eccezionale il macerato d’aglio, lo si lascia in acqua per una settimana e poi lo si spruzza su alberi da frutto, erbe e cespugli. Il macerato di maggiorana od origano è utile contro le formiche (un chilo di foglie ogni 10 litri di acqua): si distribuisce lungo le piste delle formiche per tenerle lontane dalle piante infestate. L’equiseto invece, spruzzato sulle foglie, stimola la crescita delle piante, ne rafforza le difese e combatte i parassiti. Il Piretro ottenuto dai capolini del crisantemo agisce per contatto: spruzzandolo provoca la paralisi degli insetti ed è molto attivo contro mosche della frutta, cavolaie e afidi. Anche la propoli è un ottimo repellente contro gli insetti sgraditi”.

Un altro consiglio utile è quello di consociare le piante, alcune infatti fungono da repellenti tra loro, mentre altre vivono in simbiosi, anche a livello radicale, e si fortificano a vicenda. “E’ consigliabile piantare dell’aglio vicino ad alberi da frutto, carote, fragole, rose e tulipani. La cipolla insieme a lattuga, ravanelli e piante da foglia. Fagioli con carote e cavoli; girasoli vicino a cetrioli e zucche… La calendula ha un principio molto amaro che contrasta tutti gli insetti parassiti dell’orto, messa tra pomodorini e cavoli è un ottimo repellente. Erbe aromatiche come salvia, rosmarino, timo e menta allontanano cavolaie, bruchi e lumache. La lavanda contrasta anche le formiche e protegge le rose dagli afidi”. 

E, infine, il più importante dei suggerimenti, ruotare le colture e ogni tanto far riposare la terra lasciando che siano le erbe spontanee a prenderne possesso, senza toccare nulla. “Come diceva San Francesco – sorride Daniela Rustuchelli – in ogni orto dev’esserci spazio per la vita selvatica e le piante spontanee”.

Jessica Bianchi