Affidata la progettazione del polo universitario al Gruppo Lombardini 22

Dopo l’accordo stipulato a fine novembre tra Fondazione CR Carpi, Università di Modena e Reggio Emilia e Comune di Carpi, per attivare un corso di laurea in ambito ingegneristico sul territorio carpigiano, si è completata nei giorni scorsi la selezione della gara a invito promossa per la progettazione della sede del nuovo polo tecnologico, che ha visto l’affidamento dell’incarico al Gruppo Lombardini 22.

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Da sinistra Marco Zanibelli, architetto Lombardini 22 - Enrico Contini, vicepresidente Fondazione CR Carpi - Corrado Faglioni, presidente Fondazione CR Carpi - Juri Franzosi, direttore generale Lombardini 22, davanti all’edificio dell’ex consorzio, futura struttura del futuro Polo Tecnologico

Dopo l’accordo stipulato a fine novembre tra Fondazione CR Carpi, Università di Modena e Reggio Emilia e Comune di Carpi, per attivare un corso di laurea in ambito ingegneristico sul territorio carpigiano, si è completata nei giorni scorsi la selezione della gara a invito promossa per la progettazione della sede del nuovo polo tecnologico, che ha visto l’affidamento dell’incarico al Gruppo Lombardini 22.

L’incarico riguarderà la progettazione definitiva ed esecutiva, nonché la successiva direzione dei lavori con una tempistica stringente finalizzata a contenere il più possibile i tempi di elaborazione e di cantiere, con l’obiettivo di concludere i lavori entro il mese di settembre 2022.

Lombardini22, gruppo leader nello scenario italiano dell’architettura e dell’ingegneria che opera a livello internazionale, ha preso contatto con il territorio per dare corso al progetto definitivo della nuova sede universitaria integrata nel progetto dell’Oltreferrovia. Un’ideazione che, sulla base del preliminare redatto dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, con indicati i requisiti dimensionali e prestazionali per lo svolgimento delle attività, dovrà rivolgersi a tecnologie e materiali sostenibili, offrire soluzioni che mitighino l’impatto visivo, energetico e acustico e fare ampio ricorso alle fonti rinnovabili. Le scelte progettuali dovranno inoltre considerare i criteri di tutela del paesaggio e preservare il cannocchiale visivo che permette di ammirare le principali bellezze storico-architettoniche della città, dialogando infine con il parco circostante e con il futuro recupero dell’immobile dell’ex-consorzio agrario, che costituirà anche il collegamento con il Centro storico, attraverso il prolungamento del sottopassaggio ciclopedonale della stazione ferroviaria.

“Sono lieto di avviare il percorso di progettazione con la società Lombardini 22 di Milano – sottolinea il presidente della Fondazione CR Carpi, Corrado Faglioni – dalla quale ci aspettiamo un risultato di elevato livello prestazionale ed estetico con il rispetto dei vincoli temporali e di prezzo che ci siamo posti. L’alta caratura della società e l’ampia professionalità colta nei primi incontri di lavoro hanno posto le basi per un solido percorso progettuale che porterà alla realizzazione della nuova sede universitaria. Sono certo – prosegue il presidente Faglioni – che gli obiettivi proposti saranno raggiunti grazie anche a un dialogo tecnico che è apparso subito in sintonia sulle tematiche di efficienza energetica, sostenibilità ambientale, funzionalità e orientamento al futuro, assunti come elementi essenziali della nuova prestigiosa realizzazione, che si integrerà nel più ampio disegno dell’Oltreferrovia. Il futuro sviluppo di Carpi è così iniziato e la Fondazione crede fermamente che il 2021 segnerà una tappa di svolta nell’evoluzione culturale e socio-economica del nostro territorio. La scelta di un importante player progettuale del panorama dell’architettura e dell’ingegneria italiana – conclude il presidente -sottolinea questa volontà da parte della Fondazione”.

“Siamo orgogliosi di dare il nostro contributo alla visione tracciata da Fondazione, Comune e Università, che hanno immaginato uno sviluppo congiunto, sinergico, rispettoso del contesto e capace di coinvolgere il territorio e le comunità circostanti. Siamo pronti ad accompagnare il processo – conferma Marco Zanibelli, architetto di Lombardini22 – attraverso un percorso di ascolto, collaborazione e valorizzazione per raggiungere insieme gli obiettivi del progetto, che si esprimerà con un linguaggio architettonico molto attento al genius loci”.

La nuova costruzione, con una superficie complessiva di circa 4.000 mq, oltre a insediare la nuova sede distaccata dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, diverrà sede di start-up e di spin-off accademici, per offrire una simbiosi con il mondo universitario e favorire la contaminazione fra l’attività di ricerca e quella di sviluppo. Ospiterà inoltre attività formative collaterali per la formazione di livello intermedio e per quello di base rivolto a sostenere lo sviluppo delle aziende del territorio.