Record di vaccinazioni per Figliuolo e Donini

I dati sul numero di somministrazioni in aprile portano a 25mila le vaccinazioni giornaliere in media in Emilia Romagna, con alti (a ogni visita ufficiale si impennano) e bassi.

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A ogni visita ufficiale si impennano le vaccinazioni: nel mese di aprile è successo in occasione della presenza del Commissario per l’emergenza Figliuolo a Bologna quando si sono sfiorate le 40mila vaccinazioni giornaliere in Emilia Romagna e nel giorno in cui l’assessore Donini ha portato il suo saluto agli hub vaccinali quando si sono persino superate (41.322).

Rispetto al mese di marzo quando la nostra regione viaggiava a un ritmo di 15mila somministrazioni in media al giorno, nel mese di aprile si è arrivati a una media di 25mila con alti e bassi, dalle 41.332 del 29 aprile alle 9.640 del 5 aprile.

Il target di 35-40mila dosi al giorno è quello assegnato dal Commissario Figliuolo all’Emilia Romagna per contribuire alle 500mila a livello nazionale ma una rondine non fa primavera e occorrerà aspettare la prossima settimana per capire se si tratta dell’exploit di un giorno o se la campagna di vaccinazione di massa ha preso il via. Il percorso è condizionato da un’unica incognita: la consegna delle dosi nei tempi e nei quantitativi previsti perché poi le Regioni possano somministrarle: l’Emilia Romagna somministra il 91,8 delle dosi che le vengono consegnate (https://www.governo.it/it/cscovid19/report-vaccini/).

La struttura commissariale non perde l’ottimismo e annuncia che se questa velocità di crociera dovesse essere rispettata senza pesanti riduzioni nelle forniture ci potremmo trovare di fronte all’avvio della campagna massiva a partire tra il 15 e il 20 maggio. Il condizionale è d’obbligo in considerazione del fatto che se ne parlava ad inizio aprile.

Saranno i giorni decisivi per ‘coprire’ soprattutto tutti i fragili secondo le raccomandazioni dell’istituto superiore di Sanità, a qualsiasi fascia d’età essi appartengano. Sono 9mila in provincia di Modena le persone ‘estremamente vulnerabili’ affette da malattie respiratorie, cardiocircolatorie, autoimmuni, oncologiche o che hanno subito un trapianto.

Nella fretta di rispettare gli obiettivi si rischia di sacrificare le vaccinazioni ai più fragili per privilegiare le categorie meno vulnerabili ma più facilmente raggiungibili. È successo quando è stata programmata la vaccinazione del mondo accademico a Università chiuse prima di somministrare la prima dose alle persone ‘estremamente vulnerabili’. Tra l’altro è ora che anche le Università facciano lo sforzo di riaprire in presenza per più di qualche ora a settimana.

A quattro mesi di distanza dall’inizio della campagna, 6 milioni di persone hanno completato la vaccinazione su sessanta milioni di italiani; 500mila in regione, dove gli abitanti sono 4,5 milioni. Pochi, ancora pochi, con questo numero di contagi.