Sono quasi 120mila i fumatori in provincia di Modena – il 25% delle persone tra i 18 e i 69 anni – e sono 400 le persone che frequentano i corsi per smettere di fumare organizzati dai Centri antifumo dell’Ausl di Modena nelle sette sedi in tutta la provincia. In occasione della Giornata mondiale contro il tabacco, No tobacco day, che si celebra ogni anno il 31 maggio, l’Ausl di Modena vuole nuovamente sottolineare i gravi rischi per la salute derivanti dal consumo di sigarette tradizionali e accendere i riflettori sulle sigarette elettroniche, in linea con la nuova campagna della Regione Emilia-Romagna Ma che ti fumi? Sfumati diffusa in questi giorni.
In provincia di Modena il numero complessivo dei fumatori è in leggera ma costante crescita mentre quello che sta cambiando significativamente, come il trend nazionale, è la larga diffusione di sigarette elettroniche con un consumo anche tra gli adolescenti.
Secondo l’indagine PASSI (Progressi delle Aziende sanitarie per la salute in Italia) il sistema di sorveglianza, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, tra i 120mila fumatori modenesi il 18% fuma solo sigarette tradizionali mentre il 7% sigarette tradizionali assieme ad altri dispositivi elettronici. A questi si aggiungono i fumatori che utilizzano esclusivamente dispositivi elettronici, una popolazione passata da 0,4% nel 2015 al 5% nel 2024.
Nella popolazione tra 11 e 17 anni indagata in Emilia-Romagna dalle rilevazioni internazionali HBSC (Health Behaviour in School aged Children) e Global Youth Tobacco Survey (Gyts) (ultimi dati 2022) il 17% degli adolescenti tra 13 e 15 anni fuma sigarette, il 15% usa prodotti a tabacco riscaldato e il 18% consuma sigarette elettroniche, con un consumo più frequente tra le ragazze. (in provincia di Modena il campione di indagine è di circa mille ragazzi).
Le conseguenze legate al consumo di sigarette tradizionali sono ormai ampiamente note: oltre alla nicotina che crea dipendenza, la sigaretta rilascia sostanze tossiche e cancerogene che provocano danni ai polmoni e possono causare malattie cardiovascolari come infarto e ictus, tumori polmonari, malattie respiratorie. Da alcuni anni emergono anche dati internazionali sui rischi derivanti dalle sigarette elettroniche: nei dispositivi a tabacco riscaldato, anche se non c’è combustione, la nicotina resta assieme ad altre sostanze tossiche e quindi può provocare dipendenza e patologie croniche quali asma e bronchite. A queste si aggiungono le sigarette elettroniche e puff bar, con o senza nicotina e con una serie di aromi i cui effetti sono ancora in fase di studio.
Mentre nei giovani adolescenti si riscontra un consumo esclusivo di dispositivi elettronici, sempre più fumatori adulti affiancano alla sigaretta tradizionale quella elettronica. E’ il quadro che emerge tra coloro che si rivolgono ai Centri antifumo dell’Ausl di Modena, 400 persone nel 2025 – in aumento di circa il 10% rispetto al 2024 – di cui due terzi uomini e un terzo donne e un età media tra 40 e 50 anni.
“I corsi intensivi per smettere di fumare consistono in 12 incontri di gruppo utilizzando il modello cognitivo comportamentale, più di due terzi dei partecipanti riesce a smettere di fumare – sottolinea il dottor Massimo Bigarelli responsabile del progetto antifumo di Ausl Modena – su consiglio dei medici e in casi selezionati è previsto anche l’utilizzo di farmaci ma sempre all’interno di un percorso di presa in carico nei Centri antifumo”.
Oltre all’attività dei Centri antifumo l’Ausl ha messo in campo diverse azioni per aiutare le persone a smettere di fumare e prevenire il consumo di sigaretta: tra queste, gli incontri con gli psicologi del Servizio Dipendenze Patologiche nell’ambito del programma ‘Le Officine della salute’, momenti di informazione e riflessione con i professionisti del SerDp sulle conseguenze di comportamenti quali consumo di fumo e alcol (l’iscrizione si effettua sul sito di Ausl Modena nella pagina dedicata alla Promozione della salute). L’iniziativa, che comprende anche incontri su alimentazione e movimento con chinesiologi AMPA e dietisti di Ausl, è realizzata con la collaborazione dei medici di medicina generale che agiscono promuovendo tra i propri pazienti sani stili di vita e raccomandando la partecipazione agli incontri di Officine della salute.
E’ invece rivolto esplicitamente ai ragazzi il progetto Scelgo io che si svolge nelle scuole superiori di Modena con il metodo della peer education, educazione tra pari: studenti delle classi quarte sono formati da psicologi del SerDp per parlare con gli studenti delle prime classi di comportamenti dannosi per la salute quali il fumo di sigaretta.
























