Carpi va in bianco?

Si pensa in grande ma a quale prezzo? Quanto dovremo ancora aspettare per vedere una Carpi più moderna, funzionale e sostenibile?  Carpi la città dei progetti sulla carta riuscirà ad andare oltre le parole? Per dirla in altro modo, fino a quando la nostra città continuerà ad andare in bianco?

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Vignetta di Mattia Miello

Si pensa in grande ma a quale prezzo? Quanto dovremo ancora aspettare per vedere una Carpi più moderna, funzionale e sostenibile?  Carpi la città dei progetti sulla carta riuscirà ad andare oltre le parole? Per dirla in altro modo, fino a quando la nostra città continuerà ad andare in bianco?

Le prime tracce di un futuro nuovo ospedale risalgono al lontano 2008 ma ad oggi ancora non è stata fissata la data della posa della prima pietra. Da ancor più tempo si favoleggia intorno al superamento del passaggio a livello di via Roosevelt per fluidificare il traffico in uno dei nodi più frequentati – e inquinati – della città, ma anche su quel fronte tutto tace. E’ di pochi giorni fa l’annuncio della Regione di voler investire 325 i milioni di euro per rendere le linee ferroviarie più moderne, sicure e competitive, a partire dalla soppressione dei passaggi a livello, con un investimento di oltre 30 milioni di euro tra risorse statali, regionali e del territorio, ma la Mantova-Carpi-Modena non è ricompresa.

Da almeno dieci anni si discute della necessità di realizzare un grande parco urbano sulla falsariga di quello di Correggio ma l’unica certezza al momento è che il futuro Parco della Cappuccina vedrà piantumate solo 35 piante in più.

Restano sulla carta la creazione di Parco Lama e la ricucitura dell’Oltreferrovia, la ciclovia Carpi – Guastalla, così come la riqualificazione di corso Roma e un nuovo arredo per Piazza Martiri, ormai del tutto desertificata.

Novi pensa a un ostello per cicloturisti a Rovereto mentre quello di Carpi dopo nove anni si affossa del tutto. L’anello ciclo-pedonale lungo 43 chilometri da realizzare sui canali di bonifica, promesso nel 2018, è tramontato, così come è calato il silenzio sul sovrappasso a ridosso del Burger King dopo la fumata nera di quello in via Traversa San Giorgio per consentire a pedoni e ciclisti di raggiungere il nuovo parco di Santa Croce di proprietà della Fondazione in piena sicurezza. 

Ora, con l’introduzione del nuovo Piano Urbanistico Generale, l’Amministrazione Comunale assicura che la parola d’ordine non sarà più espansione e crescita bensì rigenerazione dell’esistente. Una storia già sentita. Peccato che nel frattempo numerose aree lottizzate e ferme da almeno un decennio siano decollate con i rispettivi cantieri: sarà un caso? 

Del futuro dell’ex Mercato Coperto di Piazzale Ramazzini chiuso da più di cinque anni non v’è certezza. Carpi vive sospesa tra il dire e il fare.

Jessica Bianchi e Sara Gelli