Sconfiggere l’obesità è possibile

In Provincia di Modena sono circa 137mila gli adulti in sovrappeso e 63mila quelli obesi mentre nella fascia da 1 a 14 anni, si contano oltre 15mila bimbi in sovrappeso e 6mila obesi. “L’obesità - spiega il dottor Alberto Tripodi - è un fenomeno molto complesso e non ha una causa specifica: malgrado possa esistere una predisposizione genetica, il problema è sostanzialmente di carattere comportamentale ed è legato a un forte squilibrio tra la quantità di energia assunta col cibo e quella consumata durante il giorno. Disparità che comporta un conseguente eccesso di peso, acuito da due cattive abitudini, ovvero una crescente sedentarietà e la mancanza di attività fisica. Due fenomeni che vanno entrambi combattuti con decisione”.

0
380

2 bambini su 10 sono in sovrappeso e 1 bambino su 10 soffre di obesità; 3 adulti su 10 e 4 anziani su 10 sono in sovrappeso e circa il 15% di persone in entrambe le categorie è in condizione di obesità. E’ questa la fotografia della provincia di Modena emersa dai dati relativi al 2019, raccolti e analizzati dal Servizio Igiene degli alimenti e nutrizione e dal Servizio di Epidemiologia del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Usl di Modena. 

Numeri certamente impietosi ma dal trend costante poiché, come rileva il dottor Alberto Tripodi, direttore del Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione, “negli ultimi dieci anni questi dati sono pressoché stabili. Nel corso del tempo ci siamo infatti resi conto di quanto le famiglie siano diventate più sensibili circa l’importanza di adottare sani stili di vita a partire da ciò che portano in tavola. Tanti genitori hanno compreso il valore di insegnare ai propri figli a mangiare bene, come ad esempio una merenda non più a base di merendine e bibite dolci, ma di frutta, ben più salutare. Un risultato che ci conforta sebbene ci sia ancora molto da fare per migliorare le abitudini. Ora sarà interessante capire se – e come – la pandemia abbia aggravato la situazione poiché il rischio di un peggioramento c’è. Molti, infatti, costretti tra le mura domestiche, sono verosimilmente diventati maggiormente sedentari e, probabilmente, hanno mangiato di più”.

dottor Alberto Tripodi, direttore del Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Ausl di Modena

Nel modenese sono circa 137mila gli adulti in sovrappeso e 63mila quelli obesi mentre nella fascia da 1 a 14 anni, si contano oltre 15mila bimbi in sovrappeso e 6mila obesi.

“L’obesità – spiega il dottor Tripodi – è un fenomeno molto complesso e non ha una causa specifica: malgrado possa esistere una predisposizione genetica, il problema è sostanzialmente di carattere comportamentale ed è legato a un forte squilibrio tra la quantità di energia assunta col cibo e quella consumata durante il giorno. Disparità che comporta un conseguente eccesso di peso, acuito da due cattive abitudini, ovvero una crescente sedentarietà e la mancanza di attività fisica. Due fenomeni che vanno entrambi combattuti con decisione”.

Vi sono poi alcuni fattori predisponenti, è infatti dimostrato che se una “famiglia mangia male e si muove poco, genitori e figli rischiano un eccesso ponderale più o meno sostenuto. Inoltre è ormai assodato come i genitori con un alto livello di scolarizzazione adottino stili di vita più salutari e dunque tutto il nucleo familiare gode di una salute migliore”.

La fascia più interessata dall’eccesso di peso è senza dubbio quella che va dai 60 ai 79 anni ma, prosegue il dottor Tripodi, “un dato curioso che abbiamo rilevato è il fatto che in tutte le classi d’età, dai bambini agli anziani, la prevalenza di sovrappeso è sempre superiore nei maschi. Un fenomeno comune, osservato in Italia così come in Europa, anche con differenze significative, mentre negli States tale tendenza è meno netta”. 

Da tempo l’Ausl di Modena ha messo in campo azioni per contrastare il sovrappeso e l’obesità nella popolazione partendo dal monitoraggio continuo dell’evoluzione del fenomeno, intervenendo in particolare nell’età infantile. Nelle scuole sono proposti percorsi di educazione alimentare e motoria con il coinvolgimento attivo dei bambini e ragazzi, degli insegnanti e dei genitori. Da gennaio 2019 è inoltre attivo il Percorso per il bambino obeso, iter di presa in carico rivolto a bambini e adolescenti, che vede impegnata l’Azienda insieme a pediatri di libera scelta e medici di medicina generale, un team multiprofessionale operante a Modena, Carpi e Maranello, il cui scopo è quello di offrire un forte stimolo motivazionale ai più giovani, e centri ospedalieri specializzati per eventuali approfondimenti diagnostici e supporto clinico (i Reparti di Pediatria del Policlinico di Modena e quelli degli ospedali di Carpi e Sassuolo).  

“Un bambino in sovrappeso – sottolinea il direttore – diverrà più facilmente un adulto in sovrappeso o obeso e questo lo predisporrà a patologie croniche: dall’ipertensione arteriosa alle malattie cardiovascolari, ad alcuni tipi di tumori, ricordiamo ad esempio che l’eccesso di peso costituisce il primo fattore di rischio nell’insorgenza di cancro al seno”. 

Per non parlare di quella enorme piaga chiamata diabete: “negli Stati Uniti dove gli obesi adulti sono tre volte quelli del nostro Paese, la percentuale di diabetici è altissima, circa il 9% della popolazione soffre infatti di questa patologia”.

Per tentare di arginare questo gravissimo problema di sanità pubblica è fondamentale intervenire nei primissimi anni di vita dove è più facile radicare buone abitudini. “La prevenzione soprattutto per quanto riguarda i più piccoli dovrebbe iniziare ancor prima che il bimbo nasca. Sono numerosi i progetti di promozione di sane abitudini messi in campo e rivolti alle donne in gravidanza poiché – spiega il dottor Alberto Tripodi – se la mamma fuma o aumenta troppo di peso allora più facilmente il neonato sarà a sua volta in sovrappeso e correrà il rischio di sviluppare obesità nelle fasi successive della vita. Anche l’allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi di età rappresenta un fattore protettivo così come uno svezzamento equilibrato soprattutto sul fronte dell’apporto proteico.

Tutti possiamo concederci un peccato di gola ogni tanto, ma è importante non eccedere: la parola d’ordine è dunque “equilibrio. La colazione ben fatta, a base di latte o yoghurt (un latticino), un prodotto da forno e  magari un frutto, è determinante, così come lo spuntino di metà mattina per i bambini, ma ricordiamoci che tale merenda dev’essere molto leggera poiché deve rappresentare solo il 5% delle calorie introdotte nel corso della giornata, e quindi un frutto è l’ideale. E poi ancora si raccomandano un pranzo e una cena dignitosi, ricchi di verdure, sazianti e con poche calorie. Mai saltare i pasti e niente abbuffate. Dolci, grassi e cibi eccessivamente raffinati dovrebbero costituire un’eccezione nel nostro regime alimentare. Una concessione del pasto domenicale come facevano i nostri genitori o nonni, non di più”.

Solo il 5% dei bambini assume le cinque porzioni di frutta e verdura raccomandate, percentuale che sale al 20% negli adulti, insomma, prosegue Tripodi, “siamo ancora lontani dall’ottimo”.

A causa della pandemia palestre e piscine sono chiuse ma camminare è un toccasana per il corpo e la mente: “fare movimento non significa per forza dedicarsi a uno sport organizzato bensì compiere un’attività motoria libera ma quotidiana e costante. Camminare è un ottimo modo per tenere sotto controllo il peso e sentirsi meglio”.

Jessica Bianchi