I tamponi rapidi abbassano il tasso di positività

I  tamponi rapidi entrano nel conteggio del bollettino pubblicato dal Ministero della Salute che fotografa l’andamento dei contagi a fianco dei tamponi molecolari considerati sinora l’unico test affidabile per verificare la positività al Covid. La novità non è di poco conto: il pericolo, a fronte dell’alto tasso di falsi negativi degli antigenici rapidi, è quello di annacquare i dati e sottostimare sia la percentuale di casi positivi che l'indice di contagio.

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Davide Ferrari, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Modena

I tamponi antigenici rapidi sono entrati nelle statistiche nazionali dell’andamento dell’epidemia di Covid-19. Una scelta, quella di sommarli ai molecolari effettuati quotidianamente, che ha sollevato numerose polemiche, soprattutto per quanto riguarda l’affidabilità di tali test e, conseguentemente, sul rischio – concreto – di viziare i dati.
Ora, infatti, i tamponi di entrambe le tipologie confluiscono in un unico conteggio, incidendo sul calcolo del tasso di positività basato sul rapporto fra casi positivi e test eseguiti e, ovviamente, sull’indice di trasmissibilità del contagio Rt.
Un indice che, lo ricordiamo, ci dice quanto stia circolando il virus nel nostro Paese. Il pericolo, a fronte dell’alto tasso di falsi negativi degli antigenici rapidi, è quello di annacquare i dati e, sottostimando la percentuale di casi positivi e l’indice di contagio, si falsa l’intero quadro epidemiologico. Una rivoluzione, quella messa in atto dal Governo, che peserà anche sull’assegnazione dei colori per le chiusure regionali in base ai contagi.
Al dottor Davide Ferrari, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Modena, chiediamo:
Come giudica la scelta nazionale di sommare i tamponi molecolari a quelli rapidi che hanno un’alta incidenza di falsi negativi?
“Noi rispettiamo le scelte che vengono effettuate, garantendo omogeneità con i dati nazionali. In effetti la popolazione di soggetti testati è data dalla somma di chi ha effettuato il tampone rapido e di chi ha fatto il tampone molecolare. Ovviamente se una persona ha fatto il tampone antigenico e poi quello molecolare di conferma deve essere conteggiato una sola volta. La cosa importante è che le modalità di conteggio siano le stesse in tutti i territori per garantire la uniformità del dato. Noi teniamo conto di tutte le variabili, che i nostri sistemi informatici rilevano separatamente, per monitorare accuratamente l’andamento della pandemia, e abbiamo tamponi a sufficienza e capacità del nostro laboratorio h24 per utilizzare i molecolari quando servono. Sposterei l’attenzione sull’ambito di utilizzo di questi tamponi, che non è lo stesso dei molecolari. Al momento l’uso degli antigenici rapidi è rivolto a programmi di screening su categorie di popolazione – ad esempio la scuola – dove l’obiettivo è determinare e isolare un eventuale focolaio, quindi la valutazione che la Sanità pubblica effettua è su una popolazione complessiva dove il risultato del tampone si somma ad altre informazioni. Allo stesso modo sono di screening i tamponi che possono effettuare, nella nostra Regione, studenti e loro familiari in Farmacia, che certamente possono aiutare a individuare positività in atto, ma che non devono distogliere dall’applicare le norme vigenti. Non posso usare il tampone rapido negativo come “giustificazione” per trascurare i comportamenti corretti (per esempio andare a trovare le persone senza usare mascherina e senza rispettare il distanziamento). Dobbiamo ricordare infine che se uno ha sintomi o se ha il sospetto di essere entrato in contatto con un positivo non deve andare in farmacia ma è tenuto a rivolgersi al proprio medico che può prescrivere un tampone molecolare. Il tampone rapido in farmacia è dunque utile a far emergere casi “isolati” e, nonostante vi sia la possibilità di falsi negativi, sulla base del rapporto tra costi e benefici è stato ritenuto utile e importante poter rilevare questi eventuali positivi. Ricordo infine che di fronte a un tampone rapido positivo è richiesto l’isolamento precauzionale fino all’esito del molecolare”.
Jessica Bianchi