L’Endocrinologia di Carpi tra i centri di riferimento nazionale per la termoablazione laser dei noduli tiroidei

Eseguite 50 procedure all’Ospedale Ramazzini di Carpi con ottimi risultati e un alto gradimento da parte dei pazienti. “I vantaggi della termoablazione rispetto all’intervento chirurgico sono evidenti. La procedura di termoablazione - spiega il professor Papi - non necessita di anestesia generale né di ricovero. Dopo poche ore il paziente ritorna a casa, senza alcuna cicatrice, e il giorno dopo può riprendere le attività di vita quotidiana, persino quella sportiva. Inoltre, dopo la termoablazione non è necessario assumere la terapia sostitutiva con ormone tiroideo, che si rende indispensabile quando si rimuove chirurgicamente la tiroide”.

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il professor Giampaolo Papi

L’Unità Operativa di Endocrinologia dell’Azienda Usl di Modena è tra i centri di riferimento nazionale per la termoablazione laser dei noduli tiroidei benigni, metodica mini-invasiva, alternativa all’intervento chirurgico e con evidenti vantaggi e benefici per il paziente.
Sono già 50 le procedure effettuate dal settembre 2019 a oggi dall’équipe diretta dal professor Giampaolo Papi: un ottimo risultato evidenziato dalla soddisfazione dei pazienti trattati e da un prestigioso riconoscimento ricevuto, ovvero l’ingresso dell’Unità operativa modenese nel Gruppo Italiano per i Trattamenti Mini-Invasivi della Tiroide (MITT).
L’avvio dell’attività ambulatoriale presso l’Ospedale di Carpi è stato reso possibile grazie alla generosa donazione di Radio Bruno e del dottor Attilio Bedocchi; la strumentazione è stata inaugurata a settembre 2019 alla presenza del direttore generale dell’Ausl Antonio Brambilla, dei donatori e di Apt Onlus.
“Ci siamo fermati solo nei tre mesi di lockdown – afferma il professor Papi – poi abbiamo ripreso con una carica di energia e motivazione ancora maggiore. Io e i miei collaboratori sapevamo di introdurre una tecnologia altamente innovativa nel trattamento dei noduli tiroidei e ci siamo preparati al meglio per soddisfare le aspettative dei pazienti”. Obiettivo raggiunto, come testimoniano i 15 elogi finora pervenuti all’URP.
In totale sono stati trattati 41 donne e 9 uomini, di età compresa tra 30 e 88 anni. Di questi, il 50% proveniva da fuori provincia e il 10% da fuori Regione, perlopiù dalla Lombardia. Erano tutti portatori di voluminosi noduli benigni della tiroide che, nella maggior parte dei casi, causavano difficoltà a deglutire o sensazione di corpo estraneo a livello del collo. In molti pazienti i noduli erano visibili a occhio nudo, causando nei più giovani anche problemi estetici. In nessuno dei 50 pazienti trattati si sono sviluppate complicazioni al termine della procedura.
La termoablazione laser consiste nel posizionamento di un ago sottile, senza necessità di anestesia, all’interno del nodulo da trattare. All’interno dell’ago si inserisce una fibra laser che eroga energia, distruggendo il tessuto circostante. Il risultato finale è la riduzione del volume del nodulo tiroideo e dei disturbi da esso causati.
“I vantaggi della termoablazione rispetto all’intervento chirurgico sono evidenti. La procedura di termoablazione – spiega il professor Papi – non necessita di anestesia generale né di ricovero. Dopo poche ore il paziente ritorna a casa, senza alcuna cicatrice, e il giorno dopo può riprendere le attività di vita quotidiana, persino quella sportiva. Tutto questo comporta notevoli risparmi economici per il Servizio Sanitario Nazionale e per gli stessi pazienti. Un altro vantaggio significativo è rappresentato dal fatto che, dopo la termoablazione, non è necessario assumere la terapia sostitutiva con ormone tiroideo, che si rende indispensabile quando si rimuove chirurgicamente la tiroide”.