Lo strano caso della ciclabile fantasma della zona autotrasportatori di Fossoli

La ciclabile che corre lungo via dei Barrocciai è irraggiungibile e inservibile come dimostra lo stato pietoso in cui versa. Solo assicurando l’attraversamento sicuro della Romana Nord si potrà favorire l’uso della due ruote nel percorso casa - lavoro e si darà un senso all’anello ciclabile realizzato in zona autotrasportatori a Fossoli.

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A Carpi evidentemente l’ironia non difetta. Nonostante si faccia un gran parlare di mobilità dolce e promozione dell’uso della due ruote, vi sono strade pericolose e ad alto scorrimento di traffico del tutto interdette ai ciclisti poiché prive di piste ciclabili in sede propria, basti pensare a via dell’Industria giusto per citarne una, e altre nelle quali le piste sono state realizzate ma sono del tutto irraggiungibili e lasciate in condizioni di completo abbandono.

Alzi la mano chi conosce l’anello ciclabile presente nella zona autotrasportatori di Fossoli. Ebbene sì, via dei Barrocciai è caratterizzata dalla presenza di una ciclabile in sede propria: l’infrastruttura, nata contestualmente all’area industriale e pensata per consentire a chi vi lavora di raggiungere in sicurezza la propria azienda, suona come una barzelletta, ma di quelle di pessimo gusto…

La ciclabile fantasma è infatti del tutto scollegata da Carpi e dunque non solo irraggiungibile ma anche del tutto inservibile e lo stato pietoso in cui versa lo dimostra.

Ma andiamo con ordine. Chi da Carpi deve raggiungere la zona autotrasportatori di Fossoli in sella alla propria bicicletta, oltre a farsi il segno della croce e a sperare in qualche santo in paradiso, si trova a dover affrontare un limite sostanzialmente invalicabile: la Romana Nord.

Il percorso di coloro che tentano la sorte è pressoché uno solo: oggi, infatti, i ciclisti, per tentare di sfuggire al traffico, si immettono sulla Romana utilizzando un sentierino battuto che prosegue da via Bramante ma l’innesto non solo è poco visibile dagli automobilisti che sopraggiungono, poiché coperto da arbusti e vegetazione, ma il rifacimento del manto stradale ha creato un pericolosissimo dislivello da superare. Una volta arrivati lì i temerari percorrono la Romana fino alla rotonda, ai piedi della Bretella, dove le auto schizzano a gran velocità, e proseguono fino allo stabilimento in cui lavorano. Novecento metri sui quali, ogni giorno, numerosi ciclisti diretti al lavoro vedono compromessa la propria incolumità e rischiano di essere investiti.

Un’alternativa però ci sarebbe, come dimostrato sul campo, ovvero in bicicletta, dall’ambientalista Enzo Malagoli, a nome dell’associazione WWF Emilia Centrale di cui è consigliere, una volta attraversata la provinciale basterebbe percorrere lo stradello privato subito dopo la Steton per arrivare in piena sicurezza in via dei Barrocciai e da lì seguire la ciclabile esistente.

Naturalmente però il nervo scoperto resta l’attraversamento della Romana Nord su cui la sezione carpigiana della Fiab – Federazione italiana ambiente e bicicletta aveva lanciato una petizione e raccolto ben 400 firme. “Il nostro obiettivo – spiega il referente Piero Busso – è quello di sollecitare l’Amministrazione Comunale affinché realizzi al più presto un percorso ciclo-pedonale sul tratto stradale che va dall’incrocio tra le vie Magazzeno e Quattro Pilastri alla rotonda della Zona Autotrasportatori di Fossoli. Chi si reca al lavoro in sella alla due ruote, con la pioggia o la nebbia, soprattutto nelle buie giornate invernali, è costretto a fare i conti con una carreggiata stretta, priva di banchine laterali, trafficatissima e percorsa da numerosi mezzi pesanti. Molti, perlopiù stranieri, sono persino sprovvisti della minima dotazione di sicurezza: dal giubbotto catarifrangente alle luci”. La proposta non è certo una novità: la realizzazione di una ciclabile lungo il tratto in questione, infatti, è prevista dal Piano per la ciclabilità di Carpi, documento approvato con una delibera del Consiglio Comunale nel dicembre 2013. Sette anni dopo, di quella pista, che sulla carta avrebbe dovuto collegare Santa Croce a Fossoli, non c’è nemmeno l’ombra. L’Amministrazione dovrebbe almeno correre ai ripari per limitare i rischi, creando nel tratto una “Zona 30 per rallentare il traffico, installare segnali di pericolo per avvisare gli automobilisti della presenza di ciclisti sulla carreggiata; sistemare e mettere in sicurezza il sentiero con tanto di attraversamento ciclabile e tagliare la vegetazione che ne interdice la vista”. Ma anche questo appello sinora caduto nel vuoto. Solo assicurando l’attraversamento sicuro della Romana si potrà favorire l’uso della due ruote nel percorso casa – lavoro e si darà così un senso all’anello ciclabile realizzato in tempi non sospetti in zona autotrasportatori. Una condizione necessaria ma non sufficiente: oggi il percorso ciclo-pedonale in numerosi tratti è reso del tutto impraticabile a causa della vegetazione che ne ha preso pieno possesso. Un’incuria e uno stato manutentivo vergognosi che la dicono lunga sull’incapacità di dare gambe a una buona idea. Insomma, ben venga la Rete di Mobilità di Emergenza ma questo non è che il primo passo, per rendere la nostra città davvero bike friendly occorre fare ancora parecchia strada.

Jessica Bianchi