Isabella Tabacchi eletta fotografa dell’anno

La fotografa carpigiana Isabella Tabacchi, 28 anni, si è aggiudicata il primo premio al Concorso internazionale Moscow International Foto Awards conquistando la giuria coi suoi scatti nell’estremo Oriente russo.

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Isabella Tabacchi

E’ stata eletta fotografa dell’anno e ha conquistato il primo premio nella categoria Nature del MIFA – Moscow International Foto Awards di Mosca coi suoi ritratti di quello che viene definito “l’abisso della Terra”, ovvero la penisola della Kamchatka nell’estremo oriente russo. Lei è la fotografa carpigiana Isabella Tabacchi, classe 1992, diplomata al Liceo Scientifico M. Fanti, che ha imparato l’arte della fotografia frequentando dei corsi di livello base a Bologna, ma soprattutto studiando da autodidatta, fino a diventare una fotografa professionista. “Organizzo corsi, workshops, tour fotografici, consulenza online a fotografi professionisti e amatori da tutto il mondo, e vendo stampe fine art, ma lavoro moltissimo anche come influencer di fotografia”.

La sua prima esperienza lavorativa da fotografa come la ricorda?

“Mi misi in proprio nel 2017, dato che avevo già tantissime persone che mi seguivano sui social e mi chiedevano se tenessi corsi. Il mio primo workshop fu al Lagazuoi, nelle Dolomiti, una terrazza a quasi 3000 metri d’altitudine. Ricordo che nonostante le previsioni meteo sfavorevoli, l’alba fu spettacolare, con un mare di nuvole che rendeva le vette simili a isole, e i miei clienti ne furono molto contenti”.

Perché ha deciso di partecipare al Moscow International Foto Awards? Quali sono le motivazioni con cui l’hanno premiata?

“Nell’estate del 2019 avevo visitato la penisola della Kamchatka, nell’estremo oriente russo, e nel corso dei mesi avevo preparato tutte le fotografie relative a questo progetto letteralmente ai confini del mondo. Tra le tante opzioni per promuovere il mio progetto c’è sempre quella dei grandi concorsi fotografici internazionali. Non mi aspettavo la vittoria perché è sempre difficile vincere il primo premio assoluto con migliaia di persone che partecipano da tutto il mondo, e poi perché la bellezza delle fotografie è davvero soggettiva, e lo sperimento io stessa da giudice di un altro importante concorso: l’Epson International Pano Awards. Penso che la motivazione per cui ho vinto sia stato il fatto che ho permesso a molte persone di ammirare paesaggi primordiali e remoti che in pochi sinora hanno avuto l’idea di fotografare e per la tematica del contrasto tra vita e morte, natura e distruzione che vi era in quegli scenari naturali vulcanici. Inoltre, con l’urbanizzazione globale del nostro millennio, è davvero difficile trovare dei luoghi naturali completamente incontaminati per centinaia di chilometri. Io e le due guide locali che mi assistevano abbiamo viaggiato con uno speciale fuoristrada, guidando all’interno di foreste, attraversando piccoli torrenti e abbiamo dormito sempre in tenda nelle vicinanze dei vulcani, in un territorio privo di impronte umane”.

Cosa le piace di più del suo lavoro, e come definirebbe il suo stile fotografico?

“Quello che più mi piace è l’avventura che lo contraddistingue. Il mio obiettivo è sempre quello di realizzare fotografie di paesaggi esageratamente scenografici e fiabeschi, aggiungendo uno stile un po’ tenebroso e ricco di contrasti. In post-produzione lavoro con un particolare flusso di lavoro in Adobe Photoshop, con un’estensione del software che proviene dagli Stati Uniti e che ho tradotto in lingua italiana, che genera maschere di luminosità utilissime per regolare e risaltare zone di luminosità differente all’interno dell’immagine”.

Il prossimo luogo che vorrebbe fotografare?

“Quando la tempesta Covid-19 si sarà placata mi piacerebbe tornare nella Kamchatka e visitare le isole Curili, oppure in Himalaya”.

Progetti e a breve e lungo termine per il suo futuro lavorativo?

“Ne ho veramente tantissimi. Quelli a breve sono nuovi workshop in Svizzera e sulle Dolomiti. Quelli a lungo termine sono nuovi progetti su cui vorrei scrivere anche dei libri. Inoltre, mi piacerebbe esibire i miei lavori in più gallerie a livello internazionale. Quel che è certo è che sono aperta a sempre nuove sfide e opportunità”.

Chiara Sorrentino