Basta parole, servono fatti!

A giugno l’Amministrazione Comunale aveva annunciato la realizzazione di una Rete di mobilità di emergenza che, secondo quanto promesso, doveva compiersi entro la fine di settembre. Al momento però sulle nostre strade non è cambiato nulla.

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A giugno l’Amministrazione Comunale aveva annunciato la realizzazione di una Rete di mobilità di emergenza, un piano (spesa prevista 250mila euro) che prevede la realizzazione di venti chilometri di nuovi percorsi, tra strade col limite dei 30 km/h per garantire la promiscuità di veicoli e velocipedi e, laddove la larghezza lo consente, la tracciatura di nuove sedi dedicate a velocipedi, monopattini e biciclette affinché possano transitare a lato strada in corsie preferenziali. L’obiettivo? Ridurre l’incidentalità, rallentando la velocità delle auto all’interno del tessuto urbano, assicurando così a pedoni e ciclisti una maggiore sicurezza, e promuovere in città una mobilità maggiormente sostenibile.

Un cambio di passo che, secondo quanto promesso, doveva compiersi entro la fine di settembre. Al momento però sulle nostre strade non è cambiato nulla. Un ritardo, spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Marco Truzzi, “che non cambierà in modo significativo il cronoprogramma, la terza settimana di settembre inizieranno i lavori che verranno divisi in due stralci”. La prima tranche, approvata dalla Giunta all’inizio di agosto, riguarderà principalmente il centro e la zona sud della città. “In via Cuneo e nei sottostrada della tangenziale Losi e di via Cattani, per fare qualche esempio, – prosegue l’assessore – verrà introdotto il limite dei 30 chilometri orari così come in alcuni assi del centro storico, a partire da via Berengario: dall’incrocio con via III Febbraio sino ad arrivare alle Pascoli, per rendere il percorso casa – scuola sicuro. Saranno tracciate anche le prime corsie monodirezionali sulle vie Sigonio, Moro, Marx e Dell’Industria, all’altezza della rotonda del Borgogioioso, per poter così raggiungere la zona industriale. A essere realizzate saranno anche le prime case avanzate, (22 quelle previste) spazi che consentono al ciclista, quando il semaforo è rosso, di posizionarsi davanti alle auto per avere la precedenza e prepararsi alle manovre di svolta, in totale visibilità”. Dopodiché verrà il turno della zona nord della città. Da via Pezzana a via Alghisi, passando per viale Manzoni. Riflessioni ancora in atto invece su via Ugo da Carpi dove si sta valutando l’ipotesi, tra le altre, di adottare il modello parigino, ovvero quello di far transitare le due ruote al centro della sezione stradale. Dopo anni di immobilismo la realizzazione di una Rete di mobilità di emergenza è stata accolta da tutti gli amanti della due ruote e dalla Fiab, come un importante passo avanti. Ora però occorre passare dalle parole ai fatti. E alla svelta. Il tempo scorre, l’autunno è alle porte e il rischio di non rispettare le promesse fatte è tutt’altro che inverosimile.

Jessica Bianchi