L’arte di apprendere per diventare più resilienti

Laura Pagano gestisce un blog di educazione permanente dedicato all’apprendimento come motore della vita, “un approccio fondamentale - spiega - per affrontare anche i cambiamenti globali causati dalla pandemia”.

0
419
Laura Pagano

La domanda chiave dell’apprendimento continuativo o lifelong learning è: “che cosa sto imparando da questa esperienza?”, ed è la stessa domanda che in questo 2020 flagellato dall’epidemia da Covid-19 e dalle sue drammatiche conseguenze ci stiamo ponendo tutti. Laura Pagano, formatrice e life coach, autrice di un blog di educazione permanente dal 2013, è divulgatrice di una filosofia di vita che pone al centro l’arte di apprendere dall’esperienza per vivere in maniera più consapevole e resiliente. “Il lifelong learner – spiega Laura Pagano – è quella persona che si assume la responsabilità del proprio apprendimento, consapevole che il miglior investimento che possa fare nella propria vita è sulla propria crescita personale e, in particolare, su ciò a cui decide di prestare maggiore attenzione quotidianamente”.
Nell’ottica dell’educazione permanente qual è il miglior insegnamento che possiamo trarre da questa situazione?
“A scegliere con cura le parole da usare per relazionarci con gli altri e con noi stessi. Non dobbiamo infatti dimenticare che la tutta la nostra vita si dispiega in un processo di narrazione continuo, a partire da come rispondiamo a domande apparentemente banali. Dall’inizio della pandemia siamo stati letteralmente bombardati da parole ed espressioni ricorrenti, come obbligo di mascherina, distanziamento sociale, virus invisibile, che se pronunciate o ascoltate ripetutamente, hanno il potere di impattarci negativamente. Ecco perché considero importante fare appello alla nostra creatività nell’uso consapevole del linguaggio e magari provare ad affiancare all’obbligo di mascherina anche l’obbligo di sorridere, oppure introdurre la vicinanza emotiva al noto distanziamento sociale per riscoprire l’importanza del prendersi cura delle parole perché è da lì che si forma il pensiero e, di conseguenza, il linguaggio che lo veicola. La pandemia ci insegna a rivalutare la scala di valori e priorità, evidenziando quanto siamo tutti interconnessi e quanto la vita e la salute di ciascuno di noi dipenda dal comportamento etico e responsabile dell’altro. In questo contesto, le nostre azioni acquistano un peso enorme e devono essere guidate da volontà, immaginazione, tolleranza e rispetto”.
Come si impara a imparare?
“A mio parere, per dare concreta attuazione al pilastro dell’imparare a essere, la prima materia da introdurre in una scuola per lifelong learners sarebbe senz’altro l’autostima. Quando abbiamo una solida autostima radicata dentro di noi, siamo anche più propensi a metterci in discussione, ad assecondare le nostre potenzialità, a coltivare relazioni appaganti e costruttive. Maturare una sana autostima credo rappresenti una delle condizioni indispensabili per poter vivere al meglio in un mondo caotico e precario come quello attuale. Anche l’imparare a vivere insieme diventa un pilastro di riferimento fondamentale. Proporre una scuola nella prospettiva del lifelong learning significa anche rivedere il ruolo del docente: da trasmettitore di contenuti a facilitatore dell’apprendimento. Ciò richiede di non cedere all’impulso di atteggiarsi come un esperto che ha perfezionato la sua padronanza in una data materia, ma come una persona che apprende insieme ai propri studenti, in un processo continuo di co-costruzione del sapere. Oggi l’apprendimento continuo appartiene tanto agli studenti quanto ai docenti, e non mi riferisco specificatamente alla formazione continua richiesta per esercitare la professione, quanto a un’attitudine mentale, a una disposizione interiore nei confronti dell’educazione permanente in generale”.
Per maggiori informazioni e contatti: educazionepermanente.wordpress.com – canale youtube: educazionepermanente – latuaeducazionepermanente@gmail.com
Chiara Sorrentino