Salviamo il pioppo di via Dorando Pietri

Ad aprile una battaglia è stata vinta e il monumentale pioppo di via Dorando Pietri svetta ancora ma la guerra è ben lungi dall’essere vinta. Il Comitato Pioppa Monumentale annuncia una raccolta firme per impedirne l’abbattimento in autunno. “E’ inconcepibile che per salvaguardare un bene condonato si ricorra a metodi tanto drastici soprattutto perchè questo pioppo è sano e non costituisce alcun pericolo per la comunità”.

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Da oltre 60 anni la sua rigogliosa chioma regala ombra e frescura ai residenti del quartiere, tra le vie Fratelli Cervi e Dorando Pietri. Un vero e proprio condominio verde che assicura riparo e rifugio alla fauna che dimora in città. La vita del pioppo monumentale però è in pericolo: ad aprile aveva corso il rischio di essere abbattuto poiché, come aveva spiegato l’assessore ai Lavori Pubblici, Marco Truzzi, il suo apparato radicale ha reso “impraticabile il percorso pedonale che unisce le due vie, ha distrutto i muretti delle aree residenziali, ha sollevato l’asfalto, infestato i sottoservizi limitrofi, creando problemi sul fronte caditoie e fognature e in un garage – ndr frutto di un condono – si sono aperte delle crepe su un muro. Ci piange il cuore nel dover procedere con l’abbattimento di questo maestoso albero ma non ci sono alternative”.

L’immediata levata di scudi delle associazioni ambientaliste carpigiane e in particolare della Lipu, intervenuta per salvaguardare le numerose specie di uccelli che tra le fronte del pioppo stavano nidificando, è riuscita a stoppare, almeno fino alla fine dell’estate le procedure di taglio.

E ora? Per il momento la vita dell’albero è salva ma cosa accadrà con l’arrivo dell’autunno? Alcuni residenti hanno deciso di non restare a guardare, bensì di unire le forze e fondare il Comitato Pioppa Monumentale: “siamo in una decina di operativi – spiega Fabio Caria – e il nostro obiettivo è quello di impedire che questo albero ad alto fusto, tra i pochi rimasti nel quartiere, venga tagliato a fronte di motivazioni discutibili e poco rilevanti in considerazione dei danni elencati e focalizzati solo su un garage condonato, il cui proprietario ora ha la pretesa di imporre l’eliminazione di un albero di oltre 60 anni e totalmente sano, a discapito della comunità”. A partire dal mese di settembre, il comitato passerà al “contrattacco qualora continueranno a non fornirci fondate motivazioni. Abbiamo formalmente richiesto al Comune copia della lettera o degli atti in cui il proprietario del garage – o l’amministratore del condominio – chiede all’Amministrazione di risolvere il problema e, contestualmente, richiederemo un incontro al nuovo assessore all’Ambiente, Andrea Artioli, per cercare di trovare insieme una soluzione alternativa. E’ inconcepibile che per salvaguardare un bene condonato si ricorra a metodi tanto drastici soprattutto perché, lo ricordo – prosegue Caria – questo pioppo è sano e non costituisce alcun pericolo”. Numerose le iniziative che il Comitato ha intenzione di organizzare per sensibilizzare la cittadinanza, su un tema, quello della tutela del verde pubblico, di primaria importanza per la salute di tutti noi.

“Abbiamo scritto alla Regione per tentare di far rientrare il pioppo tra gli alberi tutelati ma non ci fermeremo qui. Durante le serate dei fine settimana di settembre – aggiunge Caria – organizzeremo delle iniziative ai piedi di questo maestoso albero, faremo volantinaggio e raccoglieremo delle firme per presentare una petizione in Comune per impedire il taglio”.

Ad aprile una battaglia è stata vinta, il pioppo svetta ancora – a differenza dei 48 cipressini abbattuti uno dopo l’altro agli inizi di agosto lungo la Tangenziale Bruno Losi – ma la guerra è ben lungi dall’essere vinta. “Abbiamo ora intenzione di avviare un dialogo proficuo con le associazioni ambientaliste del nostro territorio per parlare con una sola voce e avere così maggior peso nelle sedi istituzionali”, conclude Fabio Caria.

Buttare giù quell’albero costerà 10mila euro, un discreto gruzzoletto che potrebbe essere utilizzato per adottare soluzioni all’altezza di un’Amministrazione che continua ad auto definirsi verde.

Jessica Bianchi