Mascherine per i medici di base

Tanti i medici che si sono ammalati e hanno perso la vita per l’inadeguatezza delle misure prese nelle prime fasi e anche per la carente disponibilità di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), dalle mascherine alle tute. Tutti Insieme a Rovereto e Sant’Antonio Onlus ha donato ai medici di base dispositivi di protezione individuale e attrezzature.

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Dopo una prima fase della pandemia caratterizzata dai provvedimenti di distanziamento e dalla pressione ai limiti della sostenibilità per le strutture ospedaliere, a cui si sono aggiunte le grandi difficoltà nella gestione delle Residenze Sanitarie Assistite, le strutture protette per anziani, ora il peso del contenimento della pandemia dipenderà dai comportamenti dei cittadini e dalla tenuta delle strutture sanitarie sul territorio.

Vale anche la pena sottolineare come il grande numero di operatori ammalati e deceduti sia stata spesso la conseguenza oltre dell’inadeguatezza delle misure prese nelle prime fasi anche della carente disponibilità di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), dalle mascherine alle tute, a tutti i livelli.

Per questo nella prima fase il progetto Aiuta chi ci Cura promosso da Tutti Insieme a Rovereto e Sant’Antonio Onlus ha contribuito alla sicurezza degli operatori ospedalieri, di quelli nelle strutture per anziani e di quelli del Comune di Novi con la distribuzione di significative quantità di Dispositivi di Protezione Individuale, spesso introvabili.

“Ora finalmente, grazie al convergere di due elementi, la riduzione della pressione dei pazienti e le maggiori forniture provenienti dai canali istituzionali – precisa Maurizio Bacchelli della Onlus – si è riusciti ad assicurare le necessarie quantità di DPI agli Ospedali. Appare quindi evidente che se vogliamo continuare a essere efficaci in questa lotta al Coronavirus, che si trascinerà ancora per mesi, dobbiamo spostare il nostro obiettivo su coloro che, operando sul territorio e non godendo delle stesse vie di rifornimento di questi DPI, continuano a esserne carenti e quindi in pericolo di contagio”.
Diverrà di fondamentale importanza il ruolo sul territorio svolto dai medici di base a cui verrà richiesto di garantire accanto ai servizi abituali, anche l’individuazione precoce dei focolai e il trattamento domiciliare dei pazienti positivi. I medici saranno coadiuvati nella gestione dei pazienti covid positivi o sospetti tali dalle USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale). Così come  potrebbe rivelarsi ancora critica la situazione delle Case di Riposo per la complessità dei degenti, le problematiche del personale e per la difficoltà nel reperire adeguate scorte di dispositivi di protezione individuale.
“Per questo riteniamo che il progetto Aiuta chi ci cura debba convertirsi in questa fase dal sostegno al personale degli ospedali al sostegno della prevenzione  e del controllo dell’epidemia sul territorio (MMG, USCA e Casa di Riposo) cercando di tutelare al massimo queste figure, essenziali a garantire la sicurezza di tutti noi. Questo non vieta, se ce ne fosse bisogno, di riprendere il nostro intervento di sostegno agli Ospedali.

L’obiettivo che ci siamo dati – conclude Bacchelli – è quello dotare di un pacchetto minimo di DPI e attrezzature i medici di base, non solo della Casa della Salute di Novi – Rovereto, ma di tutte le Medicine di Gruppo del Distretto di Carpi, attraverso la coop. Meditem, a cui si aggiungerà un pacchetto di dispositivi per le USCA e per la Casa di Riposo di Novi”.