Un carpigiano alla conquista della Francia

Pallavolo - Filippo Schiavo, affermato allenatore di volley carpigiano, è sempre stato abituato, nella sua breve ma sfolgorante carriera, a bruciare le tappe nel volley femminile.

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Filippo Schiavo

Filippo Schiavo, affermato allenatore di volley carpigiano, è sempre stato abituato, nella sua breve ma sfolgorante carriera, a bruciare le tappe nel volley femminile. Nato come allenatore nelle giovanili delle società cittadine, Universal e Mondial, Filippo è sbarcato, giovanissimo, in Serie A con la Liu Jo Volley del presidente Astarita. Notato da coach Gaspari, passa a Piacenza nello staff del tecnico della Rebecchi Nordmeccanica. Due stagioni piene, a cavallo fra il 2016 e il 2018 vissute da assistente nella Piacenza dei record con cui, in due stagioni, ha vinto praticamente tutto: ben cinque trofei messi in bacheca con due Scudetti, due Coppe Italia eduna Supercoppa Italiana, e il solo rammarico della casella vuota alla voce Coppe Europee. Percorso di formazione e crescita concluso ancora a Modena, prima del definitivo salto di qualità rappresentato dalla chiamata da parte della giovane e ambiziosa Lardini Filottrano (An), questa volta con la qualifica di capo allenatore. Due stagioni ricche di soddisfazioni, con altrettante salvezze e la valorizzazione di tante giovani atlete, che ne hanno elevato l’appeal, sino a solleticare gli appetiti, poi tradotti in chiamata da parte del Cannes. Si tratta di una delle più gloriose compagini francesi e vanta nel proprio palmares la bellezza di 21 Scudetti, 20 Coppe di Francia e 2 Champions League, che proprio con Schiavo al timone punta a tornare al vertice in patria e in Europa.

Filippo a Filottrano una stagione da incorniciare contraddistinta da una tranquilla posizione di metà classifica e la valorizzazione di tanti talenti. Che voto dai a questo campionato interrotto dal coronavirus?

“Un voto positivo. Dopo la prima stagione, nella quale sono arrivato da subentrante, avevamo costruito in estate, a quattro mani con il presidente, una rosa intelligente e competitiva, composta da talenti giovani e italiani. Tenendo presente che si trattava della società della più piccola città del campionato di Serie A, arrivare al termine del girone d’andata a sfiorare la Zona Play Off penso possa inorgoglire tutto l’ambiente”.

Ora la tua carriera proseguirà in Francia. Com’è nata la trattativa con Cannes?

“E’ nata attorno alla metà di marzo. Cannes è una fra le società più importanti a livello europeo, peraltro con una proprietà italiana presieduta dal presidente Agostino Pesce. E’ stato più lungo l’abboccamento della trattativa vera e propria: mi è stato proposto un progetto a lunga scadenza (2 anni di contratto + 1 di prelazione n.d.a), con una grande autonomia nelle scelte tecniche e la prospettiva di prendere il posto di un grande allenatore del calibro di Riccardo Marchesi. Non potevo dire no”.

Cosa ti è stato chiesto dalla proprietà?

“Di mantenere la squadra al vertice del campionato francese, con la voglia di provare a ringiovanire la rosa, potendo far leva su un budget, leggermente ridimensionato, che andrà ottimizzato al meglio. Cannes è una piazza importante e ambiziosa, che vuole aprire un ciclo nuovo in grado di creare un percorso che la renda altamente competitiva nel medio lungo termine”.

Qualche indiscrezione di mercato? Porterai con te qualche giocatrice con cui hai lavorato?

“Stiamo lavorando, ovviamente utilizzando video chiamate e telefonate, per costruire la rosa della prossima stagione. Abbiamo dato precedenza alle giocatrici già presenti in rosa, verificando chi davvero abbia i giusti stimoli per iniziare un nuovo corso. Posso anticipare che non sarà più una squadra a forte matrice italiana, in controtendenza con le ultime stagioni, ma per il momento non fatemi dire di più… A onor di vero non è nemmeno facile portare giocatrici italiane fuori dai confini, a meno che non si tratti di un top club mondiale, dato il grande appeal e la buona capacità di spesa che continuano ad avere le società del nostro Paese”.

Causa Coronavirus quali scenari futuri prevedi per il volley francese?

“La Serie A1 francese è nella stessa situazione di quella italiana. Stoppata a regular season ancora in corso, la stagione è stata conclusa dalla Federazione senza emettere alcun verdetto. Sarà ovviamente da valutare, nel breve, la condizione del movimento, considerata l’inevitabile flessione economica che si appresta a colpire il Paese. Va tuttavia specificato che in Francia, rispetto all’Italia, il volley è uno sport professionistico a tutti gli effetti, con tutele lavorative differenti a quelle nostrane. E’ complesso ipotizzare un futuro ora. Ma credo che lo sport, al pari di tutte le attività culturali ed economiche, dovranno ripartire a emergenza superata. Abbiamo un gran bisogno di tornare alla nostra vita e lo sport ne è parte integrante”.

Hai scalato una montagna partendo dalla palestra dietro casa. Hai ancora un sogno nel cassetto da realizzare?

“Se a 18, anni, quando iniziai ad allenare, mi avessero detto che sarei arrivato in Serie A e che ci sarei rimasto per ben 10 anni, due dei quali da capo allenatore, francamente non ci avrei creduto. Non sono una persona che si accontenta: ho la fortuna di aver fatto della passione il mio lavoro e ho tutta l’intenzione di crescere ancora. Per il momento sono molto contento e motivatissimo nel fare bene in una società, Cannes, dove non potrà permettermi di sbagliare. In futuro perchè no, dato che si parla della nascita di un nuovo palazzetto in città, potrebbe essere bello tornare a Carpi, magari con un nuovo progetto importante…”.

Enrico Bonzanini